Sacchetti biodegradabili a pagamento: le ragioni dei pro e dei contro

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Si vince con la cultura, non con la plastica. Puntare, dunque, sulla sostituzione delle buste di plastica tradizionali con prodotti compostabili è una partita che vale la pena giocare con un po' di lungimiranza. Si vuole diminuire la plastica e riutilizzarla per la differenziata.

La norma sembra ancora contraddittoria nel punto in cui vieta di riutilizzare i sacchetti.

Solo in Italia può accadere che un'eccellenza industriale e una donna di valore finiscano nell'occhio del ciclone per una legge scritta male.

Sottolineando l'importanza strategica della Green Economy, Matteo Renzi, osserva che "i posti di lavoro del domani sono in settori come questi, vanno creati e coltivati: oppure - si chiede polemicamente - si pensa davvero che vivremo tutti di sussidi, assistenzialismo e redditi di cittadinanza?" Altrove diventerebbero un esempio, in Italia vengono trascinati nel fango. Così il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, intervistato da Repubblica sul caso dei sacchetti bio a pagamento per frutta e verdura.

Sarà anche avanzata, ma si parla di far pagare due centesimi per ogni sacchetto dove si incartano le zucchine, o l'insalata. A questo proposito il Ministero dell'Ambiente in accordo con il Ministero della Salute sta riesaminando questa questione. "Ma non c'è stata la giusta informazione dal governo".

Capannone a fuoco a Corteolona nel pavese. Allarme nube tossica
Il capannone , infatti, era in disuso da tempo e non si esclude che possa contenere plastiche , pneumatici o rifiuti . L'incendio , spento stamani, ha creato un'emergenza per il sospetto di possibili inquinamenti ambientali.

Si poteva. certo.si poteva avendo a disposizione un Ministero dell'Ambiente consapevole e responsabile del proprio ruolo verso i cittadini consumatori.

I supermercati che non fanno uso di questi sacchetti verranno sanzionati.

Una ondata di rabbia, teorie del complotto, attacchi politici, dopo l'entrata in vigore della nuova norma che prevede che, dal 1° gennaio scorso, i sacchetti per l'ortofrutta in dotazione ai supermercati debbano essere biodegradabili, compostabili e a carico dell'acquirente. Ma è stata una evoluzione culturale continua che ha portato ad avvicinare il prodotto alla gente sempre di più: l'ultima quella che il Governo Gentiloni ha concretizzato con il decreto l'obbligatorietà di usare quale shopper il prodotto assolutamente biodegradabile.

In Europa, secondo le stime dell'Epa, si consumano circa 100 miliardi di sacchetti all'anno: un'enormità, di cui buona parte finisce dispersa in particolare in mare. E' la Novamont, l'azienda pensata dalla famiglia Gardini, proprietaria di Montedison, per cercare di convertire all'agricoltura, la chimica "dura ed inquinante" che, con la creazione del mater-bi, ha aperto altri scenari nel mondo della plastica e della battaglia contro l'inquinamento: niente altro che amido di mais e oli vegetali, elementi che sono alla base dei nuovi sacchetti biodegradabili ultraleggeri. "Di seguito, inoltre, forniamo un vademecum dettagliato che fa chiarezza su quanto contenuto nella nuova normativa, smentendo le false notizie circolate in questi giorni" si specifica in conclusione. A me tutto questo puzza di Medioevo: vogliono tenerci nell'era dei fossili e di come i cittadini possano vivere meglio non importa a nessuno! Possiamo passare dalla tassa alla tariffa per premiare chi produce meno rifiuti dentro casa o nella propria attività commerciale?

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