Omicidio Mattarella, dopo 38 anni una targa riapre la pista neofascista

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Il presidente Grasso ha sostenuto che le valutazioni devono essere fatte dalla magistratura e ha aggiunto: "Le indagini non finiscono mai e non devono mai finire".

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Secondo quanto rende noto l'agenzia di stampa Ansa, Maria De Filippi ha pensato ad un ritorno in grande stile. Solo i primi ospiti di una stagione che per C'è posta per te si annuncia ricchissima.

Omicidio Mattarella: la targa di un'auto porta ai Nar: Alla vigilia del 38° anniversario dell'omicidio del presidente della Regione Piersanti Mattarella, fratello dell'attuale Capo dello Stato, Sergio, la Procura di Palermo ha deciso di riaprire le indagini. "Ho sempre la speranza che arrivi qualcosa di nuovo". "La mafia bloccava tutti coloro che contrastavano i suoi interessi". La moglie di Mattarella infatti riconobbe il terrorista dei Nuclei armati rivoluzionari Fioravanti. Proprio questa pista continua a non convincere gli investigatori, in quanto nel 1982, quando erano trascorsi poco meno di tre anni dall'omicidio, furono ritrovato due targhe spezzate in due in un centro di ritrovo mussoliniano. E ancora che "sulla pista nera Falcone non ha mai creduto". In un appartamento di via Monte Asolone, i carabinieri trovarono due targhe tagliate. Non erano stati quindi utilizzati rispettivamente i caratteri "PA53" della prima targa e "0916" della seconda. I familiari delle vittime della strage di Bologna ritengono ci siano "elementi di prova che collegano come mandanti del delitto Mattarella e della strage, la P2 e spezzoni deviati dei servizi". Da chiarire anche il possibile ruolo di don Vito Ciancimino, che potrebbe avere avuto interessi concreti nell'eliminazione di Mattarella. Presenti alla cerimonia, tra gli altri, i figli Maria e Bernardo Mattarella, il presidente del Senato Pietro Grasso, il presidente della Regione Nello Musumeci, il sindaco Leoluca Orlando, il prefetto Antonella De Miro, l'assessore all'economia Gaetano Armao, i deputati regionali Giuseppe Lupo e Riccardo Savona oltre alle più alte cariche militari. Il giudice D' Ambrosio compilò un corposo dossier sul delitto Mattarella partendo proprio da quelle targhe ( "L' esito dell' accertamento appare di rilievo " ) e avanzando l' ipotesi che ad uccidere il presidente della Regione fossero stati proprio i 'neri'". "Partecipo alla mia prima commemorazione del presidente Piersanti Mattarella e lo faccio nella consapevolezza di rendere omaggio, interpretando il pensiero di tutta la comunità siciliana, a un presidente che ha introdotto l'innovazione nel rapporto tra istituzione e società".

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