I sacchetti della frutta si possono portare da casa? Ecco come funziona

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Sacchetti di plastica per confezionare i prodotti ortofrutticoli, il Ministro ci ripensa e autorizza a portarli da casa. Il Dpiù, invece, offre gratuitamente la busta di carta in alternativa al sacchetto a 2 centesimi.

I supermercati che non fanno uso di questi sacchetti verranno sanzionati.

Il malcontento non è stato sentito non solo dai consumatori, ma anche dai politici, come Giorgia Meloni, candidata Premier per Fratelli d'Italia, la quale, su Facebook, ha espresso che: 'non bastavano i rincari di gas, luce e autostrade. Legambiente, grazie alla campagna di sensibilizzazione #UnSaccoGiusto, si è già battuta negli anni scorsi per estromettere le ecomafie dal traffico illegale di sacchetti compostabili e vuole continuare per questa strada. L'Osservatorio stima che il consumo di sacchi ortofrutta e sacchi per secondo imballo carne/pesce/gastronomia/panetteria si aggiri complessivamente tra i 9 e i 10 miliardi di unità, per un consumo medio di ogni cittadino di 150 sacchi/anno. Si calcola che ogni famiglia spenderà in più tra i 4,17 e 12,51 euro all'anno.

Qual è il costo effettivo dei sacchetti?

Ma è tutto così chiaro e trasparente? E la loro protesta è esplosa in questi giorni sui social network. Nella norma si legge semplicemente che le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito: l'obiettivo e quindi dare visibilità ad un bene come il sacchetto di plastica che prima era gratuito.

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Intanto l'epidemia influenzale ha fatto una nuova vittima, sempre in Puglia dove i morti salgono a quattro. Solo tra Natale e Capodanno sono state oltre 670mila le persone finite a letto a causa dell'influenza .

I sacchetti in plastica biodegradabili per frutta e verdura costeranno da 1 a 3 centesimi: esplode la rabbia degli italiani. Per motivi igienici e di taratura delle bilance infatti non è possibile utilizzare sacchetti o contenitori di tipo diverso da quelli messi a disposizione nei supermercati. Ciò nonostante, la questione ha creato un vero e proprio delirio tra i consumatori, che stanno studiando mezzi e sistemi per non pagare i sacchetti bio di frutta e verdura. In altre parole, più imballaggi in circolazione. Questo potrebbe creare un calo delle vendite per la grande distribuzione. Il segretario generale del dicastero Giuseppe Ruocco ha spiegato, infatti, che non possibile riutilizzare i sacchetti per la spesa di frutta e verdura perché sussiste un rischio di eventuali contaminazioni. E tra una battuta ironica sui social e l'altra, migliaia di italiani si trovano faccia a faccia con una realtà che non tutti vogliono accettare. Ne è esempio la notizia circolata soprattutto su WhatsApp, a quanto pare priva di fonti veritiere, secondo cui il nuovo obbligo di pagare i sacchetti deriverebbe dal tentativo di favorire un'azienda "monopolista del settore", con a capo una persona "amica di Renzi" o "vicina a Renzi".

"Abbiamo già denunciato come sia certamente necessario impegnarsi a livello istituzionale per aumentare la consapevolezza dei cittadini consumatori relativamente agli impatti che i sacchetti di plastica hanno sull'ambiente, intervenendo per contrastare la problematica diffusa legata all'inquinamento da plastica monouso: tutto ciò, però, senza chiedere ai cittadini di sostenere ulteriori costi" prosegue l'associazione dei consumatori.

In ottemperanza agli obblighi derivanti dalla direttiva europea 2015/720, avente ad oggetto la riduzione dei sacchetti di plastica leggeri in favore di sacchetti di plastica biodegradabili, dal 1 gennaio 2018 l'Italia si è adeguata alla normativa comunitaria [VIDEO].

Il Codacons parla di una tassa sulla spesa, ma ciò non è corretto: si tratta al limite di una tassa sui rifiuti e, se servirà a ridurne la produzione, aiuterà l'ambiente.

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