Sacchetti bio: ok ministero a buste portate da casa

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"Il riutilizzo dei sacchetti determinerebbe infatti il rischio di contaminazioni batteriche con situazioni problematiche", ha sottolineato Ruocco.

La "facoltà di verificare l'idoneità dei sacchetti monouso introdotti", resta inteso, spettarà ai titolari. È questa la posizione ufficiale del ministero della Salute, annunciata dal segretario generale di lungotevere Ripa, Giuseppe Ruocco, ad Adnkronos, e anticipata stamane dal ministro dell'ambiente Galletti a Repubblica.

Infine, "Le buste di plastica di qualsiasi tipo non possono essere distribuite a titolo gratuito", recita la circolare per la grande distribuzione. È l'interpretazione che darà il ministero della Salute nei prossimi giorni.

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Il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti rileva che "l'entrata in vigore della normativa ambientale sugli shopper ultraleggeri è un atto di civiltà ecologica che pone l'Italia all'avanguardia nel mondo nella protezione del territorio e del mare dall'inquinamento da plastiche e microplastiche" e "le polemiche sul pagamento di uno o due centesimi a busta sono solo un'occasione di strumentalizzazione elettorale". Inoltre "il prezzo di vendita per singola unità deve risultare dallo scontrino". Biodegradabilità, compostabilità e contenuto di materia prima rinnovabile dovranno essere certificati da organismi accreditati.

La legge italiana di agosto In estate il Parlamento ha approvato il decreto Mezzogiorno (clicca qui per leggere la legge di conversione 3 agosto 2017, n. 123) nel quale all'articolo 9-bis è stato aggiunto il recepimento della direttiva 720, che spinge a ridurre l'uso di sacchi di plastica e a fare ricorso ai sacchetti biodegradabili.

La nuova norma conferma il contenuto della legge 28/2012 relativa alle sporte della spesa monouso: rimangono commercializzabili i soli shopper monouso biodegradabili e compostabili certificati Uni Ee 13432 o quelli riutilizzabili con percentuali minime di plastica riciclata e spessori ricompresi tra 60 e 200 micron a seconda delle maniglie e degli usi. Dall'Unc fanno sapere che in tal modo non si fa "nessun passo in avanti - perché - i sacchetti devono essere nuovi e non si possono riutilizzare, vanificando l'obiettivo ambientalista di ridurne l'uso". Per gli esercizi commerciali che non applicheranno la nuova norma sono previste multe che vanno da 2.500 a 25.000 euro. La legge impone che questi sacchetti vengano pagati dal consumatore. Ma accade che la busta viene contata ogni qual volta si passa un codice a barre alimentare per alimenti sfusi sul lettore.

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