Raggi choc chiede il giudizio immediato. "Processatemi subito"

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La sindaca rischiava il rinvio a giudizio perche', per la Procura di Roma, non avrebbe detto il vero alla responsabile dell'Anticorruzione del Campidoglio Maria Rosaria Turchi che chiedeva informazioni in merito alla nomina di Renato Marra (fratello di Raffaele, fino all'arresto capo del Personale) da dirigente della Polizia Municipale a capo del Dipartimento turismo con un incremento dello stipendio di 20mila euro annui. Probabilmente, per proclamarsi innocente non le bastava lo stato degli atti acquisiti al momento dell'udienza preliminare prevista il 9 gennaio.

"Desidero che sia accertata quanto prima la verità giuridica dei fatti", ha scritto Raggi in un post su Facebook.

L'accusa alla Raggi dei magistrati della Capitale è relativa alle dichiarazioni all'Anticorruzione del Comune, in cui il ruolo di Raffaele Marra venne definito "di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali".

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In questo momento si attendono le analisi e gli accertamenti da parte dei medici per stabilire le sue condizioni di salute. La vittima è Gianfrancesco Busano ed è stato raggiunto da due coltellate al torace che gli hanno bucato un polmone.

La prima cittadina capitolina si è detta "certa" della sua "innocenza" e non vuole sottrarsi "ad alcun giudizio". Così il segretario dei dem Matteo Renzi nella e-news agli iscritti del Pd scrive: "Virginia Raggi ha chiesto di essere processata quando ha capito che l'avrebbero rinviata a giudizio. Il Dott. Raffaele Marra si è limitato a compiti di mero carattere compilativo".

"Ho piena fiducia nella giustizia e credo fermamente - sottolinea - che la trasparenza sia uno dei valori piu' importanti della nostra amministrazione". In base al codice di procedura penale, tuttavia, anche lo stesso imputato può presentare la richiesta di giudizio immediato soltanto dopo che il pm ha formulato l'imputazione ed il giudice ha fissato l'udienza preliminare (il 9 gennaio).

Da un lato, quindi, Raggi chiede un giudizio nei tempi più rapidi possibili, ma dall'altro evita la pronuncia sul possibile rinvio a giudizio. Il calendario delle udienze davanti al tribunale monocratico a Roma è molto ingolfato e in questo modo la sindaca riuscirebbe ad evitare che il dibattimento si svolgesse nel pieno della campagna elettorale che vede le urne convocate per il 4 marzo.

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