Milano vola sul record di Wall Street: massimi per Fca

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Gli indici americani, trovano sostegno dai vari segnali di rafforzamento dell'economia globale.

In realtà a far correre gli indici di Wall Street sembra essere maggiormente l'ennesima serie di dati macro migliori delle attese (produzione manifatturiera e assunzioni nel settore privato), che rafforzano la scommessa di una crescita ancora robusta che coniugata a una minore tassazione dei redditi d'impresa potrà far salire ulteriormente i dividendi che le grandi corporation Usa sono in grado di distribuire ai propri azionisti. L'evento più atteso è la pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione della Federal Reserve, che potrebbe suggerire il numero dei rialzi dei tassi nel 2018.

L'indice Dow Jones che tiene conto delle principali 30 società quotate a Wall Street ha superato un'altra barriera storica: per la prima volta giovedì è cresciuto oltre la soglia dei 25'000 punti. Consolida i livelli della vigilia il Nasdaq 100 (+0,13%); leggermente positivo lo S&P 100 (+0,46%).

Risultato positivo nel paniere S&P 500 per i settori Energia (+1,50%), Information Technology (+0,87%) e Sanitario (+0,83%). Le peggiori performance, invece, si registrano su Intel, che ottiene -6,57%. Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su Intel, che ha terminato le contrattazioni a -1,83%.

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Pesante Verizon Communication, che segna una discesa di ben -2,28 punti percentuali.

Vola Regeneron Pharmaceuticals, con una marcata risalita del 2,92%.

Crolla Incyte, con una flessione del 2,52%.

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