Calenda: "Abolire canone Rai presa in giro"

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Secondo una indiscrezione riportata oggi da La Repubblica, Renzi sarebbe sul punto di proporre nella prossima direzione del partito l'abolizione del canone di servizio della tv pubblica. Un'ipotesi che non piace affatto al ministro, pronto a dire la sua senza mezzi termini su Twitter.

Il ministro dello Sviluppo economico interviene in merito alla proposta del Pd.

"I soldi dello Stato sono i soldi dei cittadini e dunque sarebbe solo una partita (presa) di (in) giro", dice oggi Calenda in un tweet dopo che "La Repubblica" ha scritto di una proposta avanzata dallo stesso leader Pd Matteo Renzi a un gruppo ristretto di dirigenti.

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Inoltre, sarà rilasciato un aggiornamento di iOS con funzioni che permetteranno di controllare le condizioni della batteria di iPhone .

Una presa di posizione quella del responsabile dello Sviluppo economico a cui replica a stretto giro il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai. Altro che presa in giro: serve un processo di modernizzazione ed eliminazione sprechi, unici in panorama tv, con risparmio immediato di 500mila euro. Il segretario dem punterebbe inoltre a modificare i tetti pubblicitari, per permettere alla tv pubblica di fare piena concorrenza ai colossi privati come Medaset. L'Usigrai, infatti, è intervenuto nel dibattito con una nota: "Puntuale come un orologio svizzero parte la campagna elettorale e arriva l'attacco alla Rai". E infatti ogni volta che abbiamo chiesto un confronto serio su progetti, riforme, innovazione per rilanciare la Rai servizio pubblico, sono spariti tutti. È un copione che si ripete anni. Il messaggio 'levo il canone ma finanzio con fiscalità generale' gioca su uno dei grandi problemi dell'Italia: "considerare i soldi dello Stato qualcosa che non ha a che fare con i soldi dei cittadini".

Il modo per ridurre progressivamente questo contributo è previsto nella seconda parte del progetto: i mancati introiti dovrebbero essere compensati da un aumento degli incassi pubblicitari, favorito dall'eliminazione del tetto che obbliga viale Mazzini a trasmettere spot per non più del 4% del tempo complessivo di programmazione. Se questo è l'obiettivo basta dichiararlo apertamente. Del resto, prosegue il sindacato, "è curioso che prima si mette il canone in bolletta e poi si propone di abolirlo". E comunque, per la cronaca, canone in bolletta è arrivato con suoi #millegiorni. E infatti: i limiti antitrust non si toccano, il sic non si tocca, il conflitto di interessi non si tocca, ma si attacca la Rai.

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