Domani Mattarella scioglie le Camere, voto il 4 mar. con Gentiloni "traghettatore"

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Finirà oggi 28 dicembre 2017, dopo cinque anni movimentati, che hanno visto alternarsi tre governi, e in mezzo alle polemiche per la grande incompiuta, la legge sullo ius soli. Nel pomeriggio il Consiglio dei Ministri dovrà approvare alcune misure urgenti, mentre i Presidenti di Camera e Senato saliranno al Quirinale per riferire al Presidente della Repubblica che dovrebbe dichiarare conclusa la legislatura, firmare il decreto di scioglimento delle Camere e fissare le elezioni per il prossimo 4 Marzo. Un appello che prende forma di 'mail bombing', diretta alle massime cariche dello Stato: il presidente della Repubblica, il presidente del Senato Grasso e la presidente della Camera Boldrini. "Più di un milione di giovani italiani la ringrazierà e l'Italia sarà un Paese più civile". Ma lo ius soli, salvo colpi di scena clamorosi, finirà, in questo giro, nelle calderone delle cose non portate a termine.

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Per Sandro serve ancora un po' di tempo: "ci sono degli intoppi relativi alla nostra attuale posizione di classifica". IL MERCATO - "Stiamo cercando calciatori che possono scalare questa montagna che abbiamo di fronte per salvarsi".

E Mattarella, sciogliendo le Camere prima della ripresa dei lavori, prevista sulla carta il 9 gennaio, non potrà che prendere atto del segnale arrivato da Palazzo Madama. A margine del comizio il numero uno del partito leghista ha parlato anche della possibilità di diventare Premier: "Se gli italiani - dichiara - lo vorranno sarà una splendida realtà. Lo sostengono tutti ed è l'ipotesi più probabile, ma a tutt'oggi - alle ore 13 di mercoledì 27 dicembre - il solo ed esclusivo titolare del potere di sciogliere le Camere, ovvero il Presidente Sergio Mattarella, non si è ancora pronunciato", ha affermato in una nota. "Con una conclusione che mortifica le ragioni del diritto e della democrazia". Ma il tempo pare ormai scaduto. "Mattarella non ascolti chi da sinistra lo tira per la la giacchetta".

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