Perquisizioni nelle case dei fiancheggiatori di Messina Denaro: impegnati 200 agenti

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Nel mirino della polizia parenti e personaggi comunque riconducibili al latitante. Vicino ai corleonesi di Totò Riina, è l'ultimo padrino di Cosa Nostra ricercato. Le indagini per la cattura del latitante sono coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Paolo Guido. Si tratta di persone che, storicamente, hanno avuto rapporti con il boss e che nel corso degli anni sono state arrestate per mafia; a loro viene contestato il reato di procurata inosservanza di pena che viene rivolto a chi favorisce la mafia.

Le perquisizioni hanno riguardato le abitazioni dei suddetti soggetti ma anche attività commerciali che pare offrissero quotidianamente la spesa ai familiari di Matteo Messina Denaro, secondo una personalissima (e opinabile) idea di "rispetto" verso il boss.

A partire dallo scorso febbraio, quando furono confiscati beni per tredici milioni di euro a tre imprenditori trapanesi legati al mondo dell'olio.

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Al 67enne, che era indagato per omicidio volontario , è stata anche restituita la sua pistola. " La legge vieta il furto, ma anche di uccidere " aveva detto il Pm.

Secondo la ricostruzione della Direzione investigativa antimafia, per oltre un trentennio Giovanni Franco Becchina avrebbe accumulato ricchezze con i proventi del traffico internazionale di reperti archeologici, molti dei quali trafugati clandestinamente nel più importante sito archeologico di Selinunte da tombaroli al servizio di cosa nostra.

Questi i nomi degli altri 24 indagati: i gemelli Biagio e Giovanni Cappadonna (51 anni), Vito Cappadonna (55), Vito Circello (62), Santo Clemente (44), Andrea Craparotta (54), Calogero Curseri (50), Cosimo Cuttone Di Carlo (50), Matteo Filardo (49), Giovanni Furnari (72), Tommaso Geraci (63), Michele Giacalone (69), Leonardo Ippolito (62), Antonino Italiano (50), Giovanni Madonia (52), Leonardo Masaracchio (61), Nicola Messina Denaro (55), Michele Pacella (55), Gaetano Pavia (27), Giovanni Rollo (72), Giovanni e Vincenzo Santangelo (77 e 67 anni), Gaspare Varvaro (49) e Nicolò Venezia (49).

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