Birmania, 6.700 Rohingya uccisi in un mese

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Questo emerge da un rapporto pubblicato da Medici Senza Frontiere (Msf).

La repressione iniziata il 25 agosto scorso, quando l'esercito birmano ha iniziato ad assaltare i villaggi Rohingya nello Stato del Rahine (a ovest di Myanmar, l'ex Birmania) è stata definita dalle Nazioni Unite "una pulizia etnica da manuale".

Nel 71,7% dei casi, rivela l'organizzazione, i decessi sarebbero stati causati da violenza: persone colpite da armi da fuoco, bruciate vive, percosse o uccise dall'esplosione di mine. La cifra è una stima al ribasso di Medici Senza Frontiere che ha condotto l'indagine intervistando 11.426 profughi sopravvissuti all'eccidio, ammassati nei campi del Bangladesh. La popolazione totale coperta dall'analisi è di 608.108 persone; tra loro 503.698 sono fuggite dal Myanmar dopo il 25 agosto.

Applicando questa proporzione alla popolazione totale arrivata in Bangladesh dal 25 agosto nei campi presi in esame dalle ricerche, il numero di rohingya morti nel primo mese dopo l'inizio del conflitto si attesterebbe tra le 9.425 e le 13.759 persone, includendo almeno 1.000 bambini di età inferiore ai 5 anni. "Non è accettabile che l'Unione Europea continui a favorire con le importazioni lo sfruttamento e la violazione dei diritti umani nell'indifferenza generale - ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che - è invece necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri a tutela della dignità dei lavoratori, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri in vendita sugli scaffali ci sia un percorso di qualità che riguarda l'ambiente, la salute e il lavoro, con una giusta distribuzione del valore a sostegno di un vero commercio equo e solidale". "Il picco di morti coincide con il lancio delle operazioni da parte delle forze di sicurezza del Myanmar nell'ultima settimana di agosto". Il bilancio ufficiale delle autorità birmane riferito allo stesso periodo è di 400 vittime, scrive la Bbc, la maggior parte indicate come "terroristi islamici".

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Le cause delle morti sono da attribuire alle numerose violenze in Myanmar.

Almeno 750 sono i bambini sotto i cinque anni ad aver perso la vita. "La comunità internazionale deve impegnarsi a porre fine a queste violenze e portare chi le ha compiute di fronte alla giustizia, e insistere perché venga consentito un accesso umanitario pieno, libero e immediato a tutte le persone che hanno bisogno di aiuto nel Rakhine", ha ribadito Save the Children.

"La firma di un accordo per il ritorno dei Rohingya tra i governi di Myanmar e Bangladesh è prematura".

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