Vegas affossa Maria Elena Boschi su Banca Etruria

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"Dopo la risoluzione delle quattro banche, sono stati elevati i livelli di tutela degli investitori in occasione degli aumenti di capitale - ha detto - e Consob ha chiesto ai consigli di amministrazione di deliberare l'adozione di immediate e idonee cautele volte a consentire il corretto svolgimento delle operazioni, ivi incluso il collocamento dei titoli alla clientela retail".

La rivelazione - fatta da Vegas che termina con oggi il suo mandato alla guida dell'autorità di mercato - riferisce fatti che ragionevolmente sono del 2014, quando Bankitalia aveva sollecitato Etruria a trovare un partner di elevato standing e l'unica proposta concreta era stata quella di acquisto della Popolare di Vicenza.

Alla domanda di Davide Zoggia sulle anomale oscillazioni del titolo Etruria a cavallo del decreto di riforma delle Popolari, Vegas ha risposto: "Abbiamo riscontrato che c'erano stati alcuni movimenti anomali, sono state fatte indagini anche con rogatorie internazionali e sono state sentite anche diverse persone, soprattutto un noto finanziere". Ci fu, eccome. L'audizione del presidente della Consob Giuseppe Vegas alla Commissione bicamerale d'inchiesta sulle banche alza il velo sui movimenti dell'allora ministro delle Riforme sulla banca nel cui Cda sedeva il padre. In buona sostanza, Banca Etruria ha proceduto alla propria patrimonializzazione, senza mai dichiarare di essere in una situazione di grave criticita' gestionale e patrimoniale, cosi' come indicato dalla Vigilanza gia' nel luglio 2012. Carlo Sibilia del Movimento 5 stelle ha scritto su Twitter: "Ufficiale, Boschi si è occupata di banca Etruria".

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Secondo il dirigente, "le operazioni per complessivi 320 milioni di euro sono state effettuate tacendo le rilevanti criticità e anomalie, criticità di cui Etruria aveva avuto piena consapevolezza, anche a seguito delle indicazioni ricevute da Bankitalia, già da luglio 2012". Profili mai portati a conoscenza della Consob, ne' del mercato.

Le riunioni tenute fra Banca d'Italia e Consob non sono verbalizzate ma ciascuno redige "un memo interno che non viene scambiato", sui profili di "reciproco interesse". Lo ha affermato il vice direttore generale della Consob, Giuseppe D'Agostino, nel corso dell'audizione. "Ma è emerso che, già a partire dal 2010, la banca aveva consapevolezza di rilevanti elementi critici che riguardavano la sua situazione patrimoniale e gestionale, nonchè il profilo di rischio delle proprie azioni".

D'Agostino ha spiegato poi come ora, con la vigilanza Bce, è in uso il metodo che prevede come Francoforte indichi a Consob tutte le note inviate alle banche vigilate.

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