Unesco: la pizza napoletana è patrimonio dell'umanità

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A Seul c'erano Sergio Miccu dell'Associazione Pizzaioli Napoletani, Antonio Pace dell'Associazione Verace Pizza Napoletana, Gennaro Masiello presidente della Coldiretti Campania, l'ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio presidente della Fondazione Univerde. Nello stesso tempo rappresenterebbe un grande risultato per questa città, perché è vero che si mangia la pizza ovunque ma la pizza è nata a Napoli e porterebbe di nuovo una grande proiezione internazionale di questa città. Lo ha detto l'assessore alle Attività produttive del Comune di Napoli, Enrico Panini, dalla sala del Comune di Napoli in cui una rappresentanza dei pizzaiuoli e dell'Amministrazione comunale stava seguendo la diretta dalla Corea del Sud, dove è riunita la commissione Unesco competente.

Nel 2016 il 30% degli italiani a rischio povertà o esclusione
Eppure l'economia è tornata a crescere, e con lei i redditi netti delle famiglie residenti in Italia , pari in media a 2.500 euro al mese.

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris esulta: "La pizza di Napoli, l'arte del pizzaiuolo napoletano finalmente bene immateriale del patrimonio dell'umanità Unesco". Lo ha annunciato nella notte su Twitter il ministro italiano delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, definendo l'evento come una vittoria dell'identità enogastronomica italiana. Infatti gli unici due elementi italiani iscritti nella lista dell'UNESCO del patrimonio culturale immateriale sono Campani: la Dieta Mediterranea iscritta nel 2010 e, oggi, l'arte dei pizzaiuoli napoletani. Marino Niola. Già nel marzo del 2015 la proposta ha riscosso un primo successo, ottenendo la candidatura italiana e intraprendendo l'iter ufficiale verso il prestigioso riconoscimento. La risposta della mobilitazione mondiale è stata tale che la proposta è approvata all'unanimità e sostenuta dalle prime 900 mila firme mondiali. Lo ha deciso il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unesco, riunito in sessione sull'isola di Jeju, che ha approvato la candidatura italiana. Ora quest'arte che rappresenta l'Italia perciò è al sicuro. Un riconoscimento storico: grazie ai pizzaioli napoletani, che vivono ed operano a Napoli e in tutto il mondo, grazie a tutti quelli che hanno firmato per questa petizione.

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