Istat, record di occupati a termine: sono 2,8 milioni

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A riferire questi dati ci ha pensato l'Istat, che ha spiegato che il tasso disoccupazione risulta essere stazionario dopo due cali consecutivi.

Non solo, il tasso di occupazione è il più alto dal primo trimestre del 2009 e tocca il 58,1%.

L'occupazione continua la sua crescita: nel terzo trimestre le persone a lavoro aumentano rispetto al trimestre precedente di 79 mila unità (+0,3%) che su base annua diventano 303 mila (+1,3%). I lavoratori dipendenti a termine sono cresciuti del 3,9% rispetto al secondo trimestre, quando erano 2,679 milioni, e del 13,4% sul terzo quarto dello scorso anno, quando si erano attestati a 2,445 milioni.

Il tasso disoccupazione nel terzo trimestre, quello estivo, è rimasto stabile all'11,2%, la stessa percentuale del trimestre precedente.

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Particolarmente colpita la Contea di Ventura , dove si parla di 150 edifici distrutti e 27.000 persone costrette a lasciare le loro abitazioni.

I disoccupati si attestano a 2 milioni 909 mila, anche qui pressoché stabili sul trimestre precedente (+0,1%). A confronto con l'anno prima invece la disoccupazione diminuisce di 0,4 punti. Sarebbe, secondo l'Istat, il picco più alto dal 1992. Il lavoro dipendente nel suo insieme mette così a segno un rialzo di 402 mila unità, in grado di controbilanciare la diminuzione degli "autonomi".

La quota degli occupati a tempo determinato preoccupa la Uil: "Spesso sono lavoretti - ha detto Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil - e bisogna anche verificare questo, troppe piattaforme digitali che mandano per tre euro babysitter a casa, per cinque euro coloro che vanno a guardare come sono state messe le merci nei supermercati, per cinque euro coloro che portano da mangiare a casa: non è buona occupazione".

L'Istat ha poi spiegato che la crescita congiunturale dell'occupazione è dovuta soprattutto all'ulteriore aumento dei dipendenti nella componente a tempo determinato a fronte della stabilità del tempo indeterminato. Inoltre, si evidenzia nel report su terzo trimestre, "torna a crescere l'occupazione per i giovani 15-34 anni e il relativo tasso di occupazione, sia in termini tendenziali sia congiunturali". La crescita dell'occupazione riguarda entrambi i generi e tutte le ripartizioni ed è più intensa per le donne e nel Mezzogiorno. Si tratta delle persone classificate come 'inattive', che vorrebbero lavorare ma non cercano un impiego perché ritengono di non riuscire a trovarlo.

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