Nel 2016 il 30% degli italiani a rischio povertà o esclusione

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Un dato che si riflette nella rilevazione del reddito medio che registra una significativa crescita ma anche una maggiore disuguaglianza economica tra le famiglie italiane: il reddito medio netto medio annuo per famiglia, esclusi gli affitti figurativi, nel 2015 è stato pari a 29.988 euro, circa 2.500 euro al mese (+1,8% in termini nominali e +1,7% in termini di potere d'acquisto rispetto al 2014). Lo rileva l'Istat, segnalando come ad aumentare siano sia l'incidenza di individui a rischio di povertà (20,6%, dal 19,9%) sia la quota di quanti vivono in famiglie gravemente deprivate (12,1% da 11,5%), sia quella delle persone che vivono in famiglie a bassa intensità lavorativa (12,8%, da 11,7%). Lo riferisce l'Istat, presentando dati relativi al 2016 e sottolineando che la schiera delle persone in difficoltà supera di 5.255.000 unità rispetto agli obiettivi prefissati dalla Strategia Europa 2020. Il Mezzogiorno resta l'area territoriale più esposta al rischio di povertà o esclusione sociale (46,9%, in lieve crescita dal 46,4% del 2015).

Eppure l'economia è tornata a crescere, e con lei i redditi netti delle famiglie residenti in Italia, pari in media a 2.500 euro al mese. Distribuzioni del reddito più diseguali rispetto all'Italia si rilevano in altri Paesi dell'area mediterranea quali Portogallo (0,339), Grecia (0,343) e Spagna (0,345). Il rischio è minore, sebbene in aumento, nel Nord-ovest (21,0% da 18,5%) e nel Nord-est (17,1% da 15,9%).

Champions, avanzano Juventus e Roma
Allegri ha presentato così l'appuntamento di questa sera: "Stiamo bene, vittorie come quella con il Napoli danno morale". La Juve si sarebbe qualificata comunque, in virtù della sconfitta dello Sporting Lisbona contro il Barcellona .

Più esposti al rischio di povertà/esclusione sociale, come spesso accade, sono gli italiani residenti al Sud, mentre sul fronte della composizione familiare, a preoccupare l'Istat sono sia i nuclei con oltre 5 componenti (il rischio sale dal 31,6% al 34,9%), sia quelli con uno o massimo due componenti (il rischio vola dal 22,4% al 25,2%). In pratica la fascia di popolazione più benestante ha un reddito pari a 6,3 volte quello della fascia più povera. "Da tale scenario emerge chiaramente quanto sia necessario ed urgente, per il Paese, avviare una redistribuzione dei redditi in grado di colmare i forti divari esistenti", dichiara Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori.

Il rapporto sulle "Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie - anno 2016" fotografa una situazione allarmante: 18.136.663 individui sono a rischio povertà.

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