Tur - Erdogan avverte Trump su Gerusalemme

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Perché in un momento delicato come questo per il Medio Oriente, un momento in cui il pericolo iraniano cresce ogni giorno, si stava assistendo ad un insperato quanto sorprendente avvicinamento degli arabi a Israele con il conseguente alleggerimento del sostegno alle posizioni palestinesi, un avvicinamento che però verrebbe bruscamente interrotto se il Presidente Trump dovesse annunciare il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele. La decisione, che dovrebbe essere annunciata tra oggi e domani, sta agitando diversi paesi mediorientali e non solo: sia la Francia che la Turchia, con toni diversi, nelle ultime ore hanno espresso molta preoccupazione per questa eventuale decisione. E se gli islamisti palestinesi di Hamas hanno minacciato una "nuova intifada", il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, ha sottolineato che "c'è un'opportunità storica per riparare un'ingiustizia".

Washington - Lo spostamento dell'ambasciata Usa a Gerusalemme sulla quale il presidente Donald Trump sta riflettendo (ma il vice portavoce della Casa Bianca, Hogan Gidley ha riferito che il presidente "è stato chiaro sin dall'inizio, non è questione di se, ma di quando") potrebbe rappresentare un atto di riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico.

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Grazie al monitoraggio e alle cure dei medici, le sue condizioni sono rapidamente migliorate ed è ora considerato fuori pericolo. Un paio di mesi fa a Legnano era stata ricoverata una bambina di un anno e quattro mesi dopo aver ingerito hashish .

Da parte sua, l'Unione europea ha messo in guardia contro le "gravi ripercussioni" di una tale decisione americana. Il leader di Yesh Atid Yair Lapid ha detto che Israele "non si farà minacciare". Negoziati che devono avere come obiettivo la costituzione di due stati "che vivano insieme in pace e in sicurezza, con Gerusalemme come capitale", ha aggiunto Macron.

Il Congresso degli Stati Uniti nel 1995 ha adottato una legge sul trasferimento dell'ambasciata in Israele da Tel Aviv a Gerusalemme. Anche Donald Trump, il primo giugno scorso, ha seguito - a malincuore - l'esempio dei suoi predecessori, contravvenendo alle promesse fatte in campagna elettorale.

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