L'allarme dell'Ocse: i giovani italiani andranno in pensione a 71 anni

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Questo perché, ad oggi, da noi in media si esce dal lavoro prima dei 63 anni. In media nell'area il divario tra età legale ed effettiva di uscita per pensionamento è di 0,8 anni per gli uomini e di 0,2 anni per le donne. Secondo i loro dati, quindi, un ragazzo di 20 anni che ha iniziato a lavorare nel 2016, andrà in pensione più o meno nel 2067, cioè a 71 anni.

Ocse raccomanda una maggiore flessibilità in vista dell'età pensionabile e dice per la sfida per il Paese "consiste nel limitare la spesa pensionistica a breve e medio termine e affrontare i problemi di adeguatezza per i futuri pensionati". Per l' Ocse, ciò "significa che gli individui passeranno nell'insieme più tempo in pensione rispetto alla durata di vita attiva".

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"I Paesi dell' Ocse non devono attendere la prossima crisi per attuare le riforme necessarie per rispondere all'aumento della longevità, tra rischi crescenti di ineguaglianza tra anziani e l'evoluzione delle forme di lavoro": è quanto si legge nel Panorama Pensioni Ocse 2017.

"Dall'attuale livello di 66,6 anni per gli uomini e 65,6 anni per le donne, l'età normale della pensione dovrebbe rispettivamente salire ad almeno 67 anni e 66,6 anni nel 2019, per poi raggiungere i 71,2 anni per la generazione nata nel 1996", scrive l'Ocse riguardo all'Italia. Per l'organismo parigino, inoltre, al di là delle riforme previdenziali, "è molto più efficace concentrarsi su misure di prevenzione contrastando le ineguaglianze il più presto possibile".

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