Pensioni, stop ai 67 anni per 14.600 lavoratori

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E quanto si legge nella relazione tecnica che accompagna l'emendamento sulle pensioni depositato dal governo. La proposta, si legge nell'intestazione, riguarda "i lavoratori addetti ad attività gravose" e "lo sviluppo della previdenza complementare". In 13 commi l'articolo 21-bis ricalca il pacchetto di interventi predisposto dall'esecutivo Gentiloni: dall'esenzione per le 15 categorie di lavori gravosi (riguarda 14.600 lavoratori) dell'aumento di età a 67 anni per il pensionamento dal 2019 alla riforma del meccanismo che lega le aspettative di vita al tetto di età pensionabile; dall'istituzione della commissione tecnica scientifica per la definizione di attività gravose a quella che dovrà sancire la separazione della spesa previdenziale da quella assistenziale fino alle nuove norme sulla tassazione dei premi e contributi versati dagli statali per la previdenza complementare. Lo si legge in una tabella della relazione tecnica all'emendamento presentato dal governo durante l'esame della manovra. Si aggiungono infatti 4 categorie, come anticipato dal governo al tavolo con i sindacati, che sono quelle degli gli operai dell'agricoltura, della zootecnica e pesca; i pescatori dipendenti o soci di cooperativa; lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature; marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini ed nelle acque interne.

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Poi nella ripresa i ragazzi hanno capito cosa dovevano fare e abbiamo atto male. La vittoria che ha tanto cercato alla fine è arrivato.

L'intervento di esonero per i lavori gravosi dall'aumento dell'età nel 2019, "non altera strutturalmente la sostenibilità di medio-lungo periodo della spesa pensionistica, della finanza pubblica e del debito". Da segnalare che tra le proposte del governo manca ancora l'estensione dell'ape sociale in attesa di conoscere il 'tiraggio' 2017 e quindi le risorse residue da poter dedicare a questo tema l'anno prossimo. Si prevede per il primo anno un costo di 100 milioni e nel triennio 2019-2021 quasi 385 milioni. Anzitutto il pacchetto famiglia facendo leva su emendamenti già presentati da Ap e Pd per rifinanziare il bonus bebè e alzare la soglia per beneficiare delle detrazioni per i figli a carico (attualmente a 2.840 euro, si salirà sicuramente abbondantemente sopra i 3mila euro ma probabilmente senza arrivare a quota 5mila euro).

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