Malagò: "Commissariamento FIGC? Gli esperti stanno valutando, se ci sono gli estremi…"

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Una mossa estrema per tentare di evitare quel commissariamento che il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sostiene di poter attuare, aprendo uno scontro senza precedenti nella politica sportiva italiana. Potrebbe anche non esserci un commissario. Il rifiuto delle dimissioni di Tavecchio, tenuto in piedi disperatamente fino a ieri, era stata l'arma utilizzata dai grandi elettori-manovratori: essenzialmente i presidenti di Serie A e B, che volevano tenerlo in vita per rinforzarlo una volta usciti dal commissariamento. Cosimo Sibilia, n.1 della Lega dilettanti, interviene al telefono con l'Ansa sulla questione del giorno in ambito sportivo.

Non è come sembra, bisogna saper guardare oltre la furia di Carlo Tavecchio e il sollievo provato nel vederlo andar via.

All'opposizione invece figurano il sindacato dei calciatori (Aic), da sempre contrario alla sua elezione, e da ultima la Lega Pro di Gabriele Gravina.

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Una risposta definitiva da parte dell'UEFA è comunque attesa a breve, entro la fine del mese di dicembre. Tale richiesta era quella di " voluntary agreement ".

Alla velocità della luce, mentre Tavecchio dando le dimissioni da presidente della Federcalcio ha parlato di "sciacallaggio politico", il presidente del Coni Malagò ha annunciato il commissariamento della Figc, secondo alcuni diretta conseguenza del messaggio netto del ministro per lo Sport Lotti, fedelissimo renziano. "Poi ci sono diritti e doveri e andiamo a verificarli". "Domani pomeriggio ci aggiorniamo su questo", ha aggiunto. Sì, ci sarebbero state anche le riforme, la favoletta che torna utile a ogni crisi. "Al momento non ci sono nuovi nomi, ma io non sono disponibile". Malagò dal canto suo ha cercato di sgombrare il campo dalle voci che lo vedrebbero prendere il posto del numero uno della federazione: "Non è un mio obiettivo". Non c'è la volontà di oltrepassare ruoli. "Siamo un'istituzione seria e credibile ed è giusto portare rispetto alla Figc".

Poi, dopo, con le elezioni politiche lo scenario cambierà. I nomi restano i soliti: Ancelotti, Conte e Mancini con Ranieri sullo sfondo.

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