Milan, Yonghong Li non risponderà alle accuse del NYT

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Ma Mr. Li ha rifiutato l'intervista, il suo advisor Rothschild si è trincerato dietro a un no comment, un suo presunto socio ha detto di non conoscerlo, il Milan non ha rilasciato alcuna dichiarazione. "Ma nonostante ciò, dalla società hanno fatto sapere che le proprietà di Mr. Li sono state verificate dagli avvocati e dalle banche coinvolte nell'operazione di acquisizione del Milan".

Nessuno, dunque, ha potuto offrire dettagli in più circa le sorprendenti scoperte dei giornalisti del quotidiano statunitense. Anzi, nel settore, resta a malapena conosciuto.

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Il presidente rossonero non gode ancora di giudizi cristallini nei propri confronti, come confermato dall'indagine del New York Times, che avrebbe scavato a fondo sui possedimenti e sulle manovre finanziarie del passato di mister Li, trovando molti punti oscuri e poco rassicuranti. Un presidente che, a quanto pare, sembra essere più noto per i problemi con la giustizia della sua famiglia che per le sue imprese nel mondo dell'economia e della finanza.

A ciò si aggiungono i precedenti del nuovo proprietario del Milan, che nel 2013 è stato multato per 90.250 dollari per mancata comunicazione della cessione di azioni per 51.1 milioni di dollari. Al di là dell'intestazione effettiva delle miniere di cui parla il New York Times, cosa non valutabile in un'ottica strettamente rossonera, quello che riguarda il Milan è invece tangibile: i soldi investiti nel Club sono veri e certificati.

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