Gli australiani dicono "sì" ai matrimoni omosessuali

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Al referendum i voti a favore hanno superato la soglia del 60%.

Ieri sono stati pubblicati i sorprendenti risultati del referendum consultivo sulla legalizzazione dei matrimoni gay in Australia. Migliaia le persone che hanno festeggiato per le strade di Sydney sventolando bandiere arcobaleno. Gli australiani "si sono espressi a milioni e hanno votato a grande maggioranza per l'uguaglianza di fronte al matrimonio - ha detto ai giornalisti - Hanno votato per la giustizia, l'impegno e l'amore". L'esito della consultazione, che ha registrato un'adesione al 79,5% (12,7 milioni di persone), non è vincolante e dovrà essere convertita in legge.

Il sì ha vinto con il 61,6 per cento dei voti e il primo ministro conservatore Malcom Turnbull ha annunciato che il Parlamento approverà la legge entro la fine di dicembre.

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Tuttavia come sottolineato dal primo ministro Turnbull "il verdetto è inequivocabile e praticamente unanime".

Gli australiani hanno detto "sì" ai matrimoni omosessuali.

E' comunque un risultato importante dato che in Australia i rapporti sessuali omosessuali sono legali solo dal 1994, mentre il matrimonio gay è proibito dal 2004, quando, il Premier conservatore John Howard cambiò l' 'Australian marriage act' risalente al 1961: venne specificato che il matrimonio è "l'unione di un uomo e una donna con l'esclusione di tutti gli altri".

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