Rimini, madre rapita, i figli volevano per salvare i soldi di famiglia

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Con loro è stato fermato anche un dipendente della ditta di famiglia che si sarebbe prestato ad aiutarli nel sequestro di persona. È successo sabato scorso, quando una gazzella dei carabinieri di Riccione ha intercettato in viale D'Annunzio una vettura Mazda, con la portiera posteriore aperta e un uomo che tentava di entrare nell'abitacolo. Ma subito dopo l'uomo - che risulterebbe pregiudicato e sottoposto a sorveglianza speciale - ha deciso che era il momento di intervenire per evitare che la donna continuasse a sperperare il tesoretto. Secondo la Gazzetta di Rimini gli amanti hanno tentato di pagare il conto dell'albergo con una carta di credito non valida, quindi si sono rivolti a un altro albergatore che, visto il conto non saldato, ha deciso di avvisare il titolare dell'azienda di famiglia.

Sono circondati e a quel punto non possono fare altro che arrendersi. Era stata appena sequestrata dai due figli, di 23 e 16 anni, con l'aiuto di un dipendente dell'azienda di famiglia, un uomo di 49. Questo e i due ragazzi, sono venuti a riprendersi la donna, scappata a Rimini con il nuovo fidanzato, un keniano. Ecco, proprio così: lei a 45 anni si era guardata dentro (si dice sempre in questo modo che sembra più fico) e aveva capito che - fanculo il marito e le continue tensioni, i figli e i continui problemi, le aziende e il continuo lavoro - era arrivato il momento di godersi ciò che più la faceva stare bene. Questa è stata la scena che si sono ritrovati davanti alcuni militari dell'arma che erano in pattuglia in zona e che sono prontamente intervenuti per capire cosa stesse accadendo.

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E il titolare di uno degli hotel, imbufalito per il mancato pagamento di 500 euro, ha contattato il familiari della donna. Il terzetto è stato arrestato per sequestro di persona aggravato in concorso. Quando la donna è uscita si sono subito fiondati su di lei e l'hanno caricata a forza in macchina ripartendo a razzo.

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