Quanto ci perde l'Italia ad essere fuori dai Mondiali

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"Mi dispiace solo che l'ultima partita ufficiale in nazionale sia coincisa con l'eliminazione". Si parla già di ricostruire la nazionale, di ricostruirla in vista dei prossimi impegni ma adesso provate voi a ricostruire i sogni e di cuori della gente che avete spezzato/infranto per questa mancata qualificazione. E che invece, 60 anni dopo, è tornato a concretizzarsi contro ogni pronostico, sollevando - più forti che mai - seri interrogativi sul movimento calcistico nostrano.

Il calcio italiano ha forse toccato il punto più basso del post 2006, si, quel 2006 che ha fatto gioire l'Italia intera con la vittoria del 4° mondiale, quel mondiale conquistato in casa dei "rivali" tedeschi battendo prima loro in semifinale e poi i "cugini" della Francia in finale. Lascio ragazzi in gamba che faranno parlare di loro, da Perin a Donnarumma, vorrei dare un grande abbraccio a chi mi ha sostenuto. Perché i valori di riferimento che ci hanno portato a volte alla vittoria, quasi sempre tra i protagonisti, possono diventare anacronistici. E il prato di San Siro dice che, fino all'intervallo, il 3-5-2 con Jorginho, Florenzi e Gabbiadini titolari fatica a macinare calcio, nonostante il playmaker del Napoli tocchi molti palloni. Ma in Russia andrà la Svezia.

In realtà i due percorsi italiani, sebbene distanziati da 60 anni ed ere calcistiche ineguagliabili, tracciano binari paralleli. Purtroppo è così, son finiti i tempi delle vacche grasse e dal post 2006 ci siamo dovuti accontentare soltanto di vacche magre, forse fin troppo magre per un popolo come il nostro.

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Ora farò un po' di vacanze, poi voglio dedicare più tempo a me stesso e alla mia famiglia perché mi serve uno stacco. La Honda perde una pedina importantissima, al momento non è stato ancora deciso chi lo sostituirà.

Un Mondiale senza Italia varrà molto meno anche per le pay tv. "Buffon non merita questa Italia", aggiunge il quotidiano madrileno.

Tanti sono i rimpianti per la marea di occasioni da rete sprecate che avverano così "l'apocalisse". Che, con un tocco di sincerità, ammette: "Peccato per il campionato del Mondo, ma per noi è un bene". Quella del bomber dentro e fuori dal campo, nessuna fantasia ma solo realtà.

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