Tavolo Roma, al via tra le proteste

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Se vengono a chiedere la lista della spesa, è meglio che non vengano.

Raccolti al Mise nel maxi-vertice, le parti hanno affrontato la questione dei fondi da destinarsi alla crescita economica della Città Eterna: 3 miliardi da investire nello sviluppo e nelle infrastrutture.

Una cabina di regia, con un primo incontro entro i prossimi dieci giorni e un secondo entro la metà di novembre.

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Tra le confessioni anche una su qualche ritocchino fatto in passato: "Ho dovuto ridurre il seno, era troppo grande". Dries Mertens segna e vince, forse anche perché fuori dal campo ha ritrovato la serenità con Kat Kerkhofs .

La notizia, per il momento, è che il ministro Calenda e la sindaca Raggi hanno deciso definitivamente di darsi del tu, e che quest'ultima non ha presentato al padrone di casa nessuna lista della spesa.

"Che mi importa di commissariare Roma?" Sarebbero queste le prime scadenze fissate durante l'incontro ribattezzato Tavolo per Roma, che si è tenuto martedì nella sede del ministero dello Sviluppo economico tra il ministro Carlo Calenda, la sindaca Virginia Raggi, il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti e i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil. Cinque aree tematiche hanno dominato e domineranno la scena: rilancio della competitività, mobilità, turismo, riqualificazione urbana e distretti a valore aggiunto. Ma c'è stato un lasso di tempo in cui la Sogei è stata di proprietà di privati. Ripeto: "non è un tavolo per colpevolizzare Raggi ma per mettere insieme idee sul futuro di Roma".

"E' andato molto bene, è stato molto collaborativo, abbiamo fatto una analisi di merito molto puntuale con il lavoro di tutti, Comune, Regione, attori". Mettiamo a disposizione decine di milioni per il sostegno alle imprese, l'efficientamento energetico, le scuole, il commercio e l'artigianato tutte scelte figlie del confronto con la città e i soggetti sociali. Inoltre abbiamo segnalato la nuova legge della rigenerazione urbana come grande opportunità per lo sviluppo intelligente della città. Lo sforzo di oggi, comunque, è stato quello di ragionare come se questa spada di Damocle non esistesse, e di tracciare il perimetro dei possibili interventi e delle risorse realmente in campo. "Il tavolo su Roma va fatto al cimitero, volete soltanto il lavoro nero", è questo uno degli slogan urlati dai manifestanti. Guido Lutrario della Usb ha imbracciato il megafono per urlare: "Il ministro Calenda ha aspettato che si compisse lo sfacelo per convocare questo tavolo, mentre l'amministrazione comunale non si rende conto che la Capitale è allo sbando e quella regionale fa scelte sbagliate".

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