Roma, concessi due giorni di permesso retribuito per curare il cane malato

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Inizialmente il permesso non le era stato concesso: non c'erano mai stati precedenti per l'assistenza di animali domestici.

Non è una questione emotiva o un atteggiamento animalista, a dirlo è la legge: è successo a Roma, dove una dipendente dell'Università La Sapienza, che viveva da sola, ha ottenuto di assentarsi dal lavoro per due giorni (retribuiti) perché il suo animale domestico necessitava di un intervento veterinario urgente e indifferibile. Aveva scritto all'amministrazione domandando due giorni di permesso per gravi motivi di famiglia per poter assistere il suo cane, un setter inglese di 12 anni, che doveva subire una delicata operazione per il restringimento della laringe. La dipendente ha quindi chiesto aiuto a LAV, per comprendere se le gravi condizioni dell'esemplare potessero rientrare tra le motivazioni per una legittima e giustificata assenza dal posto di lavoro.

Del resto, la "leva" su cui ottenere il riconoscimento viene proprio dalla circostanza che non curare un animale, come affermato più volte dalla giurisprudenza, può integrare il reato di maltrattamento e quello di abbandono previsti dal codice penale.

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E molti avevano scommesso sulla decisione di Temer di annullare l'asilo politico concesso all'ex membro dei Proletari armati per il comunismo nel 2010 dall'ex presidente Lula .

La docente ha motivo dunque la sua richiesta sostenendo che, se non avesse assistito la sua cagnolina, si sarebbe macchiata del reato.

A quel punto l'Università, ricevuto anche il certificato del veterinario, ha concesso alla donna i due giorni di permesso.

"Ora - commenta il presidente della Lega anti vivisezione Gianluca Felicetti - con le dovute certificazioni medico-veterinarie, chi si troverà nella stessa situazione potrà citare questo importante precedente". Secondo il presidente della Lav, questo è "un altro significativo passo in avanti, che prende atto di come gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione siano a tutti gli effetti componenti della famiglia". "Speriamo che il prossimo governo e il prossimo Parlamento avranno il coraggio di fare un'organica riforma del Codice civile, approvando la nostra proposta di Legge ferma dal 2008", ha concluso Felicetti.

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