Battisti: "In Brasile sono protetto, posso uscire quando voglio"

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Sono un immigrato con visto permanente nel Paese.

Il giorno dopo l'intervista in tv in cui Cesare Battisti assicurava con una certa tracotanza di essere un'cittadino protetto', e che quando è stato fermato dalla polizia brasiliana non stava certo scappando in Bolivia, per l'ex terrorista italiano, latitante da 36 anni, la situazione sembra ribaltarsi completamente.

Battisti spiega così la sua situazione attuale: "Non posso uscire da Cananéia come mi ha intimato il giudice che mi ha liberato e, allora, tutti questi documenti servono perché - se il pubblico ministero mi vuole sentire - si organizzi qui l'udienza del tribunale, altrimenti come faccio?", sospira in segno di insofferenza alla burocrazia.

Esame di terza media, addio voto in condotta: "Meglio una relazione"
Il voto finale sarà dato dalla media tra il voto di ammissione e i voti conseguiti nelle prove scritte e nel colloquio orale . Come vi abbiamo anticipato all'inizio, anche la modalità di valutazione all'esame di Terza Media cambia.

Battisti era stato arrestato lo scorso 5 settembre con poche migliaia di euro nella città di Corumbà, nel Mato Grosso do Sul, proprio mentre cercava di passare la frontiera, ma già due giorni dopo il giudice Luiz Fux del Tribunale regionale federale della terza regione ne aveva disposto la scarcerazione con la restrizione di doversi recare una volta al mese in tribunale per confermare la sua presenza a San Paolo, dove risiede, e di rendere conto delle sue attività. "Da cosa starei fuggendo?" Se la richiesta presentata fosse accolta Battisti potrebbe continuare a vivere in Brasile. "Nonostante alcune strane manovre per mandarmi in Italia", ha aggiunto Battisti. "La macchina è stata smontata quasi del tutto, poi abbiamo proseguito il viaggio", ha aggiunto l'ex terrorista.

I legali di Cesare Battisti, intanto, hanno reiterato la richiesta di 'habeas corpus' alla Corte suprema brasiliana per evitare una possibile estradizione dell'ex terrorista in Italia: lo rende noto il sito del quotidiano 'O Globo'. E molti avevano scommesso sulla decisione di Temer di annullare l'asilo politico concesso all'ex membro dei Proletari armati per il comunismo nel 2010 dall'ex presidente Lula.

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