Avevano 1.200 uccelli morti nelle valigie: otto cacciatori denunciati

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Rientravano con un volo low cost da Bacau gli otto bracconieri fermati a Orio al Serio: erano andati a caccia in Romania, dove i controlli sulla caccia sono probabilmente meno stringenti che in Italia, o almeno così deve aver pensato il gruppo di amici, in parte veneti e in parte bresciani. Alcune specie sono risultate particolarmente protette poiché a rischio estinzione, tra queste cardellini, verdellini, ballerini, pispole, strillozzi, tottaville, fanelli, zigoli gialli, voltolini e cesene. Questi gli animali trovati nelle valigie: 1.119 uccellini, sequestrati appena i cacciatori hanno toccato il suolo italiano. L'operazione, messa a segno da finanza, agenzia delle dogane e carabinieri, è scattata grazie a indagini mirate sviluppate su informazioni arrivate da canali internazionali dell'Arma. I piccoli uccelli, oggetto di prelievo venatorio, erano stati sistemati all'interno di grandi valigie insieme a placche refrigeranti per meglio conservare la carne. Per questo i controlli doganali a contrasto della detenzione illegale di specie protette sono stati intensificati. Si tratta di un traffico decisamente fiorente dopo quello della droga, delle armi e della tratta degli esseri umani.

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Tornavano dalla Romania con una valigia carica di... uccelli morti. Non si può tacere di fronte a questo furto di biodiversità e al business milionario che ruota attorno la tragica farsa del turismo venatorio.

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