Sarah Scazzi, Cassazione: Sabrina pianificatrice

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Sabrina "strumentalizzando i media" deviò le investigazioni come "astuto e freddo motore propulsivo" verso "piste fasulle". Lo afferma la Cassazione, nelle motivazioni della sentenza che ha confermato l'ergastolo alla giovane e a sua madre Cosima Serrano. La Corte, analizzando il motivo di ricorso con cui l'imputata chiedeva le fossero concesse le attenuanti generiche, evidenzia come "una serie di dati scrutinati e posti a fondamento della decisione" qualificano "le modalità commissive del delitto ed evidenziano la fredda pianificazione di una strategia finalizzata, attraverso comportamenti spregiudicati, obliqui e fuorvianti, al conseguimento dell'impunità". Sarah - ricorda il verdetto - venne strangolata da cugina e zia con "concorso sinergico": l'una ponendo "in essere la specifica azione di soffocamento da dietro della vittima", stretta al collo da una specie di cintura, e l'altra inibendole "ogni tentativo di difendersi e ogni chance di fuga". Le "uniche due persone presenti in casa", rileva la Cassazione, erano Sabrina Misseri e Cosima Serrano. Cosima ha detto bugie "per conseguire l'impunità": "impossibile" darle sconti.

Il corpo di Sarah fu trovato in un pozzo cisterna nella campagna di Avetrana (Taranto) soltanto il 6 ottobre, dopo 42 giorni dalla sua scomparsa, quando Michele tormentato dal "rimorso" e dall'immagine della nipote che in sogno gli diceva di sentire tanto freddo, si decise a dire la verità accusando moglie e figlia.

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La Cassazione si è espressa anche a proposito delle dichiarazioni di Michele Misseri (condannato a 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere, che più volte si è autoaccusato dell'omicidio) sull'omicidio della nipote Sarah: "sono state oscillanti e prive di costanza" e "condizionate dall'obiettivo di coprire e sollevare da responsabilità la figlia" Sabrina.

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