Maradona ricorda Aldo Biscardi: "Infuocava la nostra passione"

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Era il fratello del senatore e politico dei DS Luigi Biscardi.

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Biscardi comincia nel 1952 nella carta stampata, prima a Il Mattino, poi a Paese Sera.

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Dal 1958 a prima della morte ha sempre seguito i mondiali di calcio. Fra i vari programmi e le apparizioni televisive, chiaramente, la mente vola subito a Il processo del lunedì, talvolta riproposto in formule analoghe come Il processo di Biscardi, andato in onda per oltre trent'anni e, a suo modo, antesignano di vari contenitori calcistici dall'atmosfera informale, come Controcampo o il più moderno Tiki Taka. Fu forse Silvio Berlusconi il leader politico più assiduo con i collegamenti telefonici durante le dirette, da patron del Milan. "Come si faceva al Processo". Anche la tv non si fa con i se e con i ma, possiamo solo immaginare un altro "Processo", meno circense e più attento allo sport. Ciao Aldo e: "Lunga vita al Processo!". Nel 1993 Biscardi lascia la Rai per TELE+, primo canale sportivo a pagamento in Italia, di cui è stato direttore responsabile della testata giornalistica sino al '96.

Vincitore di diversi premi, ha intervistato personaggi politici, del mondo della cultura e dello spettacolo. Biscardi era ricoverato da qualche settimana al Policlinico Gemelli, assistito dai figli, Antonella e Maurizio. In una telefonata Moggi gli rinfacciava di avergli dato un orologio del valore di 40 milioni di lire (circa 20.000 euro); intervistato per Striscia la notizia da Valerio Staffelli, che gli consegnava un "tapiro d'Oro", Biscardi smentì la valutazione economica dell'oggetto aggiungendo che si trattava di un orologio celebrativo del centenario di fondazione della squadra bianconera.

Il nipote del giornalista, Giuseppe Biscardi lo ricorda con affetto. Malgrado l'uscita dall'Ordine, Biscardi si definisce "giornalista di televisione". "E' stato come un fratello maggiore".

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