Banca Etruria, liquidatore chiede 400 mln agli ex amministratori

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Banca Etruria è lultima delle quattro banche finite in risoluzione ad essere commissariata e come tale la sua connessa azione di responsabilità è lultima ad essere approdata in tribunale, promossa dal liquidatore della banca, Giuseppe Santoni.

La richiesta presentata al Tribunale di Roma segue le multe per 2 milioni e 750mila euro complessivi comminate dalla Consob a circa 30 ex manager di Banca Etruria per violazioni di una serie di disposizioni del Testo unico di finanza. Tra loro anche l'ex vicepresidente Pierluigi Boschi, padre della sottosegretaria Maria Elena. Santoni la definisce una "paradossale corsa verso l'abisso" e poi aggiunge: "Non si sa bene se maggiore responsabilità vada attribuita a chi dolosamente e pervicacemente ha curato, a scapito della società e dei creditori, i personali interessi propri o di propri sodali in palese conflitto con il ruolo gestorio rivestito, ovvero a chi ha con colpa gravissima trasgredito le più basilari regole di buona amministrazione di una Banca, ovvero a chi ha altrettanto colposamente assistito con inerte disinteresse allo scempio che avveniva sotto i suoi occhi". Il Corriere riferisce che il liquidatore cerca di recuperare i soldi per risarcire gli obbligazionisti subordinati che hanno perso tutti i loro risparmi nel crac di Banca Etruria. Con il caso eclatante del suicidio del pensionato Luigi D'Angelo.

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Ventilata da inizio anno, quella che riguarda gli ex vertici dell'Etruria è di poco inferiore a quelle formulate per i casi di Banca Marche e CariFerrara: nel dettaglio, per gli istituti marchigiano e romagnolo erano stati chiesti 400 milioni di euro. In particolare definisce il rifiuto all'offerta di Banca Popolare di Vicenza una "decisione dolosa o gravemente colposa" perché ha provocato un mancato introito per oltre 212 milioni di euro.

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