Ilva, dopo l'altolà di Calenda replica Mittal: E' sfida a lungo Termine

Share

Poche ore dopo lo sciopero dei lavoratori degli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure contro i quattromila esuberi, il ministro Calenda ha annunciato lo stop della trattativa: "Bisogna partire dall'accordo di luglio - ha risposto ai giornalisti -, dove si garantivano i livelli retributivi". "Vanno pagati a stipendio pieno", ha precisato, per lo sconcerto della controparte che non si aspettava l'impuntatura del governo a sostegno delle rivendicazioni sindacali. "Noi abbiamo avuto due offerte per Ilva, tutte e due con un forte investimento e abbiamo scelto quella migliore secondo le regole della gara", ha ricordato il ministro. "Venerdì abbiamo firmato congiuntamente con i commissari di Ilva la notifica formale ai sindacati, nella quale è stato ribadito il nostro impegno ad assumere 10mila persone nella nuova Ilva". Per l'azienda è "vitale che l'implementazione del piano non venga ritardata". "Il resto sarà oggetto della negoziazione sindacale". Il 5 giugno, giorno della firma dell'aggiudicazione, il Mise aveva pubblicamente precisato in una nota che nel piano di Am il costo del lavoro per "fte" (full time equivalent, vale a dire per unità di lavoro equivalente a tempo pieno) era indicato in 50mila euro nel 2018, in linea con i livelli attuali di Ilva spa e in 52mila euro a partire dal 2021. Inoltre, come evidenziato nel piano, non ci sarà alcuna continuità rispetto al rapporto di lavoro precedente neanche in relazione al trattamento economico e all'anzianità.

Sul passaggio di Ilva al gruppo Mittal, in qualità di Consigliere Regionale assieme a tutto il partito di Sinistra Italiana, dichiaro la piena disponibilità per incontrare sindacati e lavoratori Ilva, per discutere con loro delle iniziative che intraprenderemo ad ogni livello. Un dettaglio non irrilevante che, sommato ai pesanti esuberi e alla perdita dell'art.18, ha fatto infuriare i lavoratori e i sindacati. Che ne pensa? "Dico di sì - risponde Landini -". Non molleremo di un millimetro sulle nostre posizioni a tutela dei lavoratori e di tutta la provincia di Taranto.

Dove e lo spot "razzista": "Ci scusiamo se abbiamo offeso qualcuno"
In esso c'erano tre ragazze con asciugamani con la scritta prima sopra la prima ragazza che era nera. Dove , per altro, non è nuova a critiche di questo tipo.

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, auspica che "il confronto riprenda quanto prima e non ci si fermi alla prima proposta e alla prima reazione senza nemmeno entrare eccessivamente nel merito".

Share