Weinstein lascia società dopo sexgate

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Il New York Times ha pubblicato un'inchiesta in cui sostiene che negli ultimi trenta anni anni uno dei più potenti produttori cinematografici americani Harvey Weinstein, vincitore di un Oscar al miglior film per Shakespeare in Love nel 1999, avrebbe ricevuto diverse denunce per molestie sessuali. Gli episodi riportati sul New York Times, sono stati ricostruiti sulla base di email e documenti interni delle due società di cui l'uomo è stato co-fondatore. Questa volta il produttore ha riconosciuto "di aver provocato dolore" e si e' scusato, promettendo di cambiare. L'uomo ha dichiarato di voler prendere una pausa dalle scene per risolvere i suoi problemi e "conquistare i suoi demoni", spiegando nel comunicato: " come scrive Jay-Z in 4:44 non sono l'uomo che pensavo di essere, e farei meglio a diventare quell'uomo per i miei figli".

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Si tratta di 10 episodi basati sul film di Stefano Sollima e diretti da Michele Placido , Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi . Siamo nel 2008, tre anni prima dei fatti raccontati nel lungometraggio di Sollima, i personaggi non sono quelli che conosciamo.

"I prossimi passi dipendono dal percorso terapeutico di Harvey, dall'esito dell'inchiesta indipendente e dalle decisioni personali di Harvey", si legge in una nota diffusa nelle scorse ore dopo la conferma che Weinstein e' fuori per "tempo indefinito". Il legale ha inoltre specificato che gli eventuali incassi della causa giudiziaria saranno donati alle associazioni per i diritti delle donne. L'anno successivo molestò una sua assistente, chiedendole di fargli un massaggio mentre era nudo e "lasciandola in lacrime e sconvolta", scrisse Lauren O'Connor, assistente di Weinstein, in un report che nel 2015 fu presentato ai membri del consiglio di amministrazione della Weinstein Company - dove sedeva anche il fratello di Weinstein, Bob - ma la società non aprì nessuna indagine. Le accuse a lui mosse assumono maggior rilievo per l'immagine che l'uomo ha sempre dato di sé. Il produttore sarà difeso da Lisa Bloom, legale che in passato ha rappresentato in tribunale molte donne vittime di violenze sessuali: "è come un vecchio dinosauro che deve imparare nuove abitudini" avrebbe spiegato la Bloom sul suo cliente.

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