Dove e lo spot "razzista": "Ci scusiamo se abbiamo offeso qualcuno"

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Nella sequenza di un recente spot lanciato dall'azienda Dove una ragazza nera indossa una t-shirt marrone, dopo il trattamento con un prodotto si sfila la maglietta ed ecco comparire una ragazza bianca, con t-shirt bianca, che poi, spogliandosi del tutto, rivela tratti asiatici. Lo spot realizzato per evidenziare le qualità sbiancanti dei prodotti per la pelle ha causato un 'enorme bufera contro la famosa ditta di cosmetici accusata di aver girato uno "spot razzista". "Quello che abbiamo postato recentemente su Facebook non ha avuto l'effetto sperato di rappresentare le donne di ogni razza e colore".

La campagna pubblicitaria era apparsa su Facebook e sul social il marchio ha porto le sue scuse per l'equivoco generato: "Siamo profondamente pentiti, vista l'offesa che ha generato".

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Neanche il ritiro dello spot però è servito a placare le accuse di razzismo visto che, sempre attraverso i social, alcuni utenti hanno segnalato precedenti analoghi per la Dove, oggi parte della multinazionale Unilever e uno dei tre marchi di prodotti per la pulizia del corpo più popolari al mondo.

Dove, per altro, non è nuova a critiche di questo tipo. In esso c'erano tre ragazze con asciugamani con la scritta prima sopra la prima ragazza che era nera. La prima era nera e riccia, la seconda aveva la pelle più chiara e i capelli neri, la terza era bionda e decisamente di carnagione chiarissima. Nel 2015 invece finì sotto accusa di razzismo un flacone di crema Dove dove si parlava di crema nutriente per pelli da "normale a scura" quasi come se la nera non fosse una pelle normale.

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