Strage Las Vegas, le vittime

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In quella prima scarica di colpi a ripetizione il massacro era già consumato. E ai 15 morti della sparatoria nel liceo di Columbine nel 1999. E piu' della carneficina nel night club di Orlando, che finora deteneva il triste primato di 49 morti ammazzati.

Dopo la strage, su Twitter sono arrivate le reazioni del presidente Trump: "Le mie più vive condoglianze alle famiglie delle vittime di questa terribile sparatoria", ha scritto.

Secondo la polizia Paddock ha sparato per dieci minuti contro la folla che assisteva a un concerto, dal 32esimo piano dell'hotel Mandalay Bay, uccidendo 58 persone e ferendone 489. Un vero e proprio arsenale da guerra composto da pistole semiautomatiche, fucili d'assalto, maxi caricatori e munizioni. Dello stesso avviso è l'Fbi: un dirigente del Federal Bureau ha ribadito in conferenza stampa che non c'è alcuna connessione con le organizzazioni terroristiche internazionali.

Moto esplode davanti missione militare Giordania a Parigi
Secondo un funzionario l'ambasciata non ritiene che l'esplosione intendesse prendere di mira la Giordania. La polizia francese ha confermato la notizia ed ha avviato un'indagine per capire la natura dell'accaduto.

Come riportano i media americani facendo riferimento a fonti investigative, Stephen Poddock si sarebbe convertito all'Islam mesi fa, e questo è anche quanto riferito in un secondo comunicato dell'Isis, trasmesso da Amaq, l'agenzia dello Stato Islamico. Anche la moglie, dalla quale non aveva avuto figli, è stata ascoltata dalla Polizia per capire di più sulla personalità del killer. Una cosa invece e' certa: nella capitale mondiale del divertimento e del gioco d'azzardo nulla sarà più come prima. Questa volta, a Las Vegas, di chi dobbiamo avere paura? Nell'auto, parcheggiata nei pressi del Mandalay Bay Hotel, è stata trovata anche una piccola quantità di tannerite, un tipo di esplosivo a medio e alto potenziale formato da una miscela di nitrato e percolato di ammonio. Non ha neppure parlato di nuove misure di controllo sul possesso di armi o altre azioni per far fronte all' epidemia di sparatorie di massa che riguarda gli Stati uniti.

What happened in Vegas, alle 9.30 di domenica 2 ottobre, non è rimasto in Vegas, ha fatto il giro del mondo raccogliendone la solidarietà ma anche la solita consunta domanda: perché sempre in Usa? La musica e' inizialmente andata avanti con la band del cantante Jason Aldean che si esibiva che, probabilmente come il pubblico, non aveva capito quanto stava avvenendo. Alla fine di tutto, la scena - come raccontano i testimoni e le immagini - e' agghiacciante: sangue e corpi ovunque, in mezzo a un mare di bottigliette di plastica e oggetti persi durante la fuga: cappelli, scarpe, smartphone.

Mentre sparava sulla folla e tentava di uccidere il maggior numero di persone possibile, l'uomo teneva sotto controllo le vie di accesso al piano dell'albergo dove era situata la sua stanza, in modo da sapere se stavano arrivando le forze di polizia.

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