Malaria, confermati i 4 casi di Taranto. La malattia contratta in Italia

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I quattro braccianti marocchini, in età fra i 21 e i 37 anni, sono ricoverati in isolamento nel reparto malattie infettive del "Moscati" di Taranto. Per maggiori precauzioni saranno effettuati altri test nei laboratori di Roma.

Filippo Bubbico si è dimesso dal Governo
Campo Progressista di Giuliano Pisapia che ha, infatti, annunciato voto favorevole alla relazione sul Def . L'auspicio è che possa cambiare l'atteggiamento del governo nel prosieguo.

I quattro lavorano nelle campagne di Ginosa, nel versante occidentale della provincia di Taranto, e hanno accusato malori e sintomi che gli hanno portato prima a rivolgersi all'ospedale di Castellaneta, dal quale, poi, sono stato trasferiti al Moscati di Taranto. Sulla provenienza delle zanzare che hanno provocato la malattia, il ministro ha affermato che può trattarsi di insetti autoctoni così come di zanzare trasportate in valigia e che per il momento si attendono i risultati degli accertamenti. "Ma non c'è motivo di allarme", sottolinea Rezza. Le nostre anofele "erano in grado di trasmettere il P. falciparum 'italiano', mentre la competenza per la trasmissione di quello africano è molto più bassa". Il sospetto, dunque, è che in circostanze particolari possa avvenire una trasmissione della malattia. Il tempo di incubazione della malaria va da 15 giorni a un mese. Di questo sembra essere convinto il direttore generale dell'Asl di Taranto, Stefano Rossi che aggiunge: "Le persone in questione - dice Rossi - lavoravano nelle campagne di Ginosa, in località Pantano, e siccome la malaria si contrae attraverso le zanzare, è evidente che va fatto un accertamento sulle condizioni di lavoro in cui si trovavano questi migranti". Immediatamente, appena i braccianti si sono presentati in ospedale, sono state effettuate due indagini: quella clinica che, come detto, ha confermato che avevano contratto la malaria e quella che punta a ricostruire quando, dove e con quali modalità i due #migranti abbiano contratto la malattia. "L'accertamento presuppone che si catturino anche le zanzare e si inviino poi all'Istituto zooporofilattico per ulteriori verifiche".

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