In fase di test tweet lunghi il doppio — Rivoluzione Twitter

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Sono un grande un fan di Twitter, ma prima di tutto sono anche un grandissimo utilizzatore di quello che posso definire il mio primo vero social network su cui ho investito tempo e denaro importante. La nuova veste è già in fase di test presso un numero ristretto di utenti, poi si passerà ufficialmente al roll out di massa. Il cambiamento non dovrebbe coinvolgere altre lingue, come il cinese, il coreano e il giapponese che invece permettono di esprimere più concetti in un spazio molto limitato. Basta pensare, ad esempio, che il 9% dei tweet in inglese è inferiore a 140 caratteri, mentre la percentuale scende allo 0,4% per il giapponese.

Come spiegato dal fondatore del social network, Jack Dorsey, il limite dei 140 caratteri era stato stabilito arbitrariamente, rifacendosi alla lunghezza degli SMS: i normali messaggi di testo, infatti, sono lunghi 160 caratteri, ma Jack aveva lasciato da parte 20 caratteri per lo username.

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Possibili stop anche, nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 settembre, sulle linee bus notturne (da N1 a N28 e linea 913).

Sono assolutamente contrario a quesa scelta, non la giustifico ed allo stesso tempo mi sembra impossibile che l'azienda abbia preferito una soluzione simile piuttosto che delle ulteriori novità interessanti.

I 140 caratteri sono sempre stati la caratteristica che più di qualsiasi altro aspetto aveva contraddistinto Twitter in tutti questi anni: messaggi brevissimi, amati o odiati a seconda degli utenti e della capacità di esprimersi con brevitas. Twitter, creato nel 2006, ha 328 milioni di utenti attivi nel mondo. Potrebbe spiegarsi così anche questa mossa, ossia come un tentativo di recuperare una fetta di mercato.

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