Concorsi truccati negli atenei italiani: arrestati 7 professori

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"Non rientri nel patto", questa la frase, secondo quanto si legge nelle carte dell'inchiesta, che un ricercatore dell'Università di Firenze, la cui denuncia ha fatto scattare le indagini, si sarebbe sentito rivolgere da un docente dell'Ateneo fiorentino, che lo invitava a ritirarsi dal concorso, il cui superamento è necessario per l'accesso ai bandi da docente di prima e seconda fascia.

Le Fiamme Gialle questa mattina hanno effettuato in tutto 29 misure cautelari, tutte a a carico di altrettanti docenti universitari di Diritto tributario: oltre ai 7 tratti in arresto e finiti ai domiciliari, 22 sono stati interdetti dall'attività di insegnamento per 12 mesi.

Tra i docenti interdetti sono presenti anche alcuni componenti di diverse Commissioni nazionali - nominate dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - per le procedure di Abilitazione Scientifica Nazionale all'insegnamento nel settore scientifico diritto tributario. Gli agenti della guardia di finanza hanno inoltre eseguito 150 perquisizioni domiciliari in uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali.

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Cose che ai criminali d'altri tempi non sarebbe mai potute accadere, se non altro perché non esistevano gli smartphone . Arrestati Dmitry Bakshaev , 35 anni, e la moglie Natalia Shaporenko , di 42 anni, professione infermiera.

Sono gli atti della Procura di Firenze a restituire retroscena giudiziari sulla manipolazione dei concorsi di abilitazione ministeriale in diritto Tributario. L'obiettivo, secondo gli inquirenti, quello di favorire un altro ricercatore, in possesso di un curriculum inferiore ma "protetto" da uno degli indagati. In cambio del ritiro della domanda, i docenti avrebbero promesso al primo candidato di fargli ottenere l'abilitazione alla tornata successiva. "In questi anni, i docenti sono stati chiamati in causa più volte perché non esiste trasparenza e nessuna certezza per i giovani ricercatori di poter liberamente partecipare a concorsi senza trovarsi di fronte a scelte già fatte o a promesse di stabilizzazioni dei propri allievi".

I sette professori arrestati sono titolari di cattedre in vari atenei italiani: G.F., tributarista a Firenze e che insegna a Lecce; A.G. dell'università di Siena; G.C. dell'università di Cassino; A.D. dell'università di Bologna; V.F. docente a Sassari; F.A. dell'università di Napoli e G.Z. Professore all'università di Varese. "Parlando con un collega Guglielmo Fransoni (Università di Foggia), è il 14 gennaio 2014, di candidati "insufficienti" ma che hanno ottenuto l'abilitazione scientifica commenta: "... Altri: Francesco Randazzo, associato di Diritto tributario all'Università di Catania; Andrea Colli Vignarelli, ordinario di Scienze Politiche e giuridiche dell'Università di Messina; Alessandro Filippo Cimino, associato di Diritto tributario alla Kore di Enna.

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