Anche l'Nba contro Trump, Curry: "Non andremo alla Casa Bianca"

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Un boicottaggio reso pubblico: "Se dovessimo votare nello spogliatoio, io opterò per evitare la visita dal presidente: mi auguro che in questo modo, con un gesto del genere, potremo ispirare il cambiamento" ha detto Steph, spiegando di non essere l'unico a pensarla in questo modo. "Non siamo d'accordo con quello che il nostro presidente dice". "Venire alla Casa Bianca dovrebbe essere considerato un grande onore per un team campione in carica. Curry sta esitando perciò l'invito è annullato!".

Le parole dell'inquilino della Casa Bianca hanno provocato la reazione compatta della principale lega professionistica a stelle e strisce.

Tante, tantissime prese di posizione contro Trump, tra tutti Robin Lopez ha deciso di aggiudicarsi il premio come miglior tweet della vicenda. "Curry aveva già detto che non sarebbe venuto, quindi non c'è nessun invito da ritirare". L'ex presidente, grande fan dei Chicago Bulls, ha coinvolto tante stelle della pallacanestro in svariate iniziative e, al momento di dare l'addio alla presidenza, l'ha fatto con una citazione cestistica: "Obama out", ha detto lasciando cadere il microfono a terra, così come fece il campione Kobe Byrant quando abbandonò la carriera sportiva. "Si tratta di me, ma anche della squadra e della franchigia".

Germania, l'AfD perde Frauke Petry
Cosa deciderà la Weidel? "Ed è ovvio che il linguaggio di una campagna elettorale è diverso da quello che si usa in Parlamento". Petry aveva guidato AfD fino ad aprile, quando aveva annunciato il suo passo indietro per motivi personali.

Oltre al caso del suo collega della Nba Stephen Curry, James critica Trump anche per aver chiesto di licenziare i giocatori di football americano che non cantano l'inno in segno di protesta: "Vuole che siano cacciati solo perchè esercitano un loro diritto, e questo non è giusto".

"Il presidente mostra una totale mancanza di rispetto verso i nostri campioni e verso le idee degli altri", ha replicato il commissario della Nfl, Roger Goodell, alla richiesta di The Donald, alimentando la polemica con la Casa Bianca.

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