La denuncia delle mamme: "Troppa violenza in sala parto"

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Cosa gravissima se pensiamo che questo può causare un trauma profondo nella donna in un momento tanto delicato della sua vita. É la scioccante situazione descritta dalla prima ricerca nazionale realizzata dalla Doxa per conto dell'Osservatorio sulla Violenza Ostetrica in Italia.

Negli ultimi 14 anni un milione di mamme italiane ha vissuto un'esperienza di violenza ostetrica durante il travaglio o il parto. Lo studio ha analizzato le diverse fasi del travaglio, dal rapporto medico-paziente, ai trattamenti praticati, indagando anche su temi quali il consenso informato e il potere decisionale della madre.

Esperienze così traumatiche, stando alle testimonianze raccolte, che avrebbero spinto il 6% delle donne negli ultimi 14 anni a scegliere di non affrontare una seconda gravidanza, provocando di fatto la mancata nascita di circa 20.000 bambini ogni anno. Alle donne è stato chieste se ritenessero di aver subito una violenza di questo tipo: il 56% risponde "assolutamente no" e il 23% "credo di no", ma è emerso un 21% del totale che ritiene di aver subito una qualche forma di violenza ostetrica fisica o verbale alla loro prima esperienza di maternità. Una donna su 3 si è sentita in qualche modo tagliata fuori dalle decisioni e scelte fondamentali che hanno riguardato il suo parto. Così le donne, dopo aver lanciato una campagna di denuncia sui social, hanno commissionato l'indagine, mirata a far luce su una forma di violenza silente, che in ambito giuridico in Italia non è riconosciuta come reato. "Adesso taci". Taci e dimentica quelle ore in cui sei stata trattata peggio di una mucca o di una cagna (c'è più sensibilità in certi veterinari che in certi medici e paramedici).

Mogherini: nessun bisogno di rinegoziare accordo nucleare Iran
Concordiamo sul fatto che tutte le parti stanno attuando pienamente l'accordo sul nucleare iraniano come certificato dall'Aiea. Alla domanda di una giornalista se anche gli Usa siano d'accordo sul pieno rispetto dell'intesa, Mogherini ha risposto sì.

Nel corso del periodo preso in esame, oltre il 61% delle donne che hanno subito un'episiotomia ha dichiarato di non aver dato il consenso informato per autorizzare l'intervento. Un tempo considerata un aiuto alla donna per agevolare l'espulsione del bambino, oggi, l'Oms la definisce una pratica 'dannosa, tranne in rari casi' poiché si tratta a tutti gli effetti di un intervento chirurgico. Per il 15% che l'hanno subita è stata una menomazione degli organi genitali, mentre il 13% l'ha vissuta come un tradimento da parte del personale medico. Il numero più alto di episiotomie viene registrato nelle regioni del Sud e nelle Isole, con il 58% di operazioni. Oggi non solo se ne discute, ma ci sono i numeri. Nel valutare la qualità complessiva delle cure riceve al momento del parto, il 67% del campione dichiara di aver ricevuto un'assistenza adeguata da parte di medici e operatori sanitari, mentre il 27% - 1.350.000 donne - hanno reputato insufficiente e inadeguata l'assistenza ricevuta, sottolineando il fatto di essere state rese poco partecipi delle decisioni riguardo al parto.

Questi comportamenti determinano nelle partorieti traumi profondi tant'è che, sperimentare un parto traumatico, ha fatto sì che il 6% delle mamme italiane non desiderino avere più figli.

Un parte rilevante l'ha avuta anche il parto cesareo in Italia. Il 32 per cento per cento delle partorienti ricorre al parto cesareo. Di queste, il 15% racconta che si è trattato di un cesareo d'urgenza.

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