No alla paura, lo Ius Soli diventi una grande festa della cittadinanza

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"La situazione - ricapitola - è abbastanza semplice: nei mesi in cui sono stato reggente del Pd dopo le dimissioni di Renzi da segretario spiegai con chiarezza che l'unico modo per approvare lo ius soli al Senato è mettere la fiducia. Senza non ci sono i numeri dato che una parte della maggioranza -che pure aveva votato il testo alla Camera- ha cambiato opinione", ha spiegato Orfini. Nei giorni scorsi il nostro gruppo al Senato ha rinviato la discussione in aula e ha fatto non bene, ma benissimo.

Festa - Quindi Prodi propone di "trasformare l'approvazione dello Ius soli in una festa della cittadinanza, in qualcosa di solenne; è una questione di diritti che un Paese civile deve avere".

"Quella garanzia ad oggi ancora non c'è". "Ai ministri che chiedono lodevolmente di accelerare - sono ancora le parole del presidente Pd - suggerisco di lavorare più rapidamente per sciogliere il nodo fiducia".

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Dopo però la Izzo ha capito di avere esagerato e si è scusata, dicendo al suo compagno di gioco che è il vero leader e lo stima. Ma prima di arrivare alla fine, molte sono le difficoltà da fronteggiare e da affrontare.

La legge sullo ius soli per ora è andata in soffitta visto che come ha affermato il capogruppo del Pd al Senato, Zanda, manca la maggioranza e quindi il rinvio della discussione è a data da destinarsi.

Mentre si sconta l'assenza di una capillare azione di informazione corretta e di convinzione sul reale contenuto della legge lasciando il campo libero agli allarmi immotivati e alle falsità raccontate da chi vuole alzare muri anche in Italia, pensate a quale straordinaria rivoluzione sarebbe quella di vedere un parlamento che si mostra alla gente non per le tattiche e gli opportunismi ma per posizioni forti, in grado di smuovere l'adesione e, perché no, un nuovo entusiasmo dei cittadini. "Perché è proprio a loro che compete questa decisione", ha proseguito il presidente del Pd.

Un ventaglio di dichiarazioni di buona volontà destinate in realtà, secondo un renziano di primo piano, a restare sulla carta: "Lo ius soli è un tema divisivo: o mettevi la fiducia a giugno, prima dell'estate, oppure, più ci si avvicina alle elezioni più diventa difficile riuscirci". L'aver progressivamente svuotato il patrimonio di idee che costituivano la sua identità non la esime suo malgrado dal vedersi intestate certe battaglie che sono state un tratto identitario della sua storia, dei principi fondanti della civiltà del diritto e della democrazia.

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