Juve, caso biglietti, chiesti 30 mesi d'inbizione per Andrea Agnelli

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Falliti i tentativi di patteggiamento dopo la sospensione dello scorso 26 maggio, oggi pomeriggio il presidente della Juventus è arrivato a Roma presso il tribunale della Figc presieduto da Cesare Mastrocola.

GLI ALTRI - Con lui saranno giudicati anche: Stefano Merulla, capo della biglietteria, Alessandro D'Angelo, security manager, e Francesco Calvo, ex responsabile del marketing ora al Barcellona. Andrea Agnelli avrebbe violato gli articoli 1 bis (lealtà sportiva) e 12 (rapporti con i tifosi) del Codice di giustizia sportiva per l'ormai famoso caso relativo al caso del bagarinaggio dei biglietti dello Juventus Stadium iniziato nel 2011 che sarebbero serviti poi a finanziare delle attività della 'ndrangheta.

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Pesanti le richiese formulate dall'accusa: due anni e 6 mesi di squalifica per il presidente della Juve, per la società due gare a porte chiuse e un'ulteriore partita con la curva Scirea chiusa, oltre a 300 mila euro di ammenda per responsabilità diretta del club nell'ambito della vendita dei biglietti agli ultras. Quasi sicuramente Agnelli verrà condannato ad una pena, che potrebbe arrivare fino a tre anni di stop, ma secondo quanto filtra dagli ambienti, non è da escludere che il tutto possa essere ammorbidito per via delle recente elezione dello stesso juventino a numero uno dell'Eca. Se chiediamo l'assoluzione completa? "Il collegio ha dieci giorni di tempo, quindi da qui a dieci giorni", ha concluso. Non ci resta che attendere la sentenza. La richiesta di Pecoraro è motivata dai rapporti, non consentiti dal regolamento, tenuti da Agnelli con gli ultrà del club bianconero. "Importante qui e contrastare gli argomenti dell'accusa", ha aggiunto il legale.

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