Il pm di Modena al Csm:"Pressioni indebite del Noe"

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Musti riferirebbe che ad inizio di settembre 2016, riguardo l'indagine che stava portando avanti sul caso Consip, Scafarto avrebbe detto: "Scoppierà un casino, arriviamo a Renzi". Così, in più di un incontro tra Modena e Roma, il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, indagato per falso nell'ambito dell'indagine sul caso Consip, e il colonnello Ultimo si rivolsero alla procuratrice di Modena Lucia Musti.

Il primo è già finito sotto accusa per aver inserito notizie non veritiere nell'informativa agli uffici di Roma e Napoli, come quella in cui l'affermazione "l'ultima volta che ho incontrato Renzi" (Tiziano, cioè il padre dell'ex premier) viene attribuita all'imprenditore Alfredo Romeo, mentre invece era dell'ex parlamentare Italo Bocchino, e riferita al figlio Matteo.

Allarme tatuaggi: le particelle di colore viaggiano nel sangue
In realtà, osservano gli esperti, poco si sa sulle potenziali impurità delle miscele di colore applicate alla pelle . I tatuaggi e gli inchiostri utilizzati possono essere molto pericolosi per la salute.

Se vuole, ha una bomba in mano. I due carabinieri vogliono che la procuratrice diriga le indagini sull'allora premier Matteo Renzi. Il fatto che De Caprio le avesse parlato in quei termini ("una bomba") la irritò non poco, e le anticipazioni di Scafarto sul "casino" che stavano per far esplodere con l'indagine napoletana condotta da Woodcock le fecero nascere ulteriori sospetti.

"Non ho mai avuto esaltazioni o esagitazioni a seguito delle indagini da me svolte neanche quando abbiamo arrestato Totò Riina, non abbiamo mai esultato, non abbiamo esploso colpi in aria, non abbiamo fatto caroselli per le strade, mai festeggiato, perché la lotta anticrimine appartiene solo al popolo e noi non usiamo il popolo per i nostri fini, o per avere dei voti, lo serviamo e basta" chiarisce il colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, meglio noto come il capitano Ultimo. Le accuse della Procuratrice di Modena hanno suscitato un vivace dibattito politico. Sono state rese note le dichiarazioni del procuratore capo di Modena, Lucia Musti, fornite al Consiglio superiore della magistratura. Se fosse vero, "dovremmo concludere che negli anni passati c'è stato in Italia un vero e proprio complotto, che ha visto coinvolti organi dello Stato, volto a rovesciare istituzioni democraticamente indicate dal Parlamento della Repubblica", conclude Zanda. Quello che leggiamo oggi sui giornali "presenta aspetti di straordinaria gravità istituzionale, essendo evidente l'obiettivo di colpire il Presidente del Consiglio", sottolinea il senatore.

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