Viaggio spaziale verso Saturno con la sonda Cassini al Planetario

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Una manciata di ore e sarà tutto finito: dopo 20 anni di onorata carriera, dovremo dire addio alla Sonda Cassini, che tanti misteri dell'universo ci ha aiutato a dirimere. Per due volte la missione veniva estesa sino a organizzare il "Grand Finale", come l'hanno battezzato i controllori del Jet Propulsion Laboratory della Nasa a Pasadena da dove si governava l' impresa del grande robot.

La sonda americana Cassini, intitolata in ricordo del grande astronomo francese Jean Dominique Cassini, fu lanciata dalla NASA nell'ormai lontano ottobre del 1997. Nel primo pomeriggio di venerdì 15 settembre si disintegrerà ad altissima velocità a contatto con l'atmosfera di Saturno.

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Peccato per qualche buona occasione non sfruttata al meglio. "Abbiamo perso, adesso abassiamo la testa e continuiamo a lavorare". Non so cosa abbiamo sbagliato , ma lo vedremo con il mister in settimana, cercando di correggere gli errori.

Durante le fasi finali della missione, iniziate il 26 aprile scorso, Cassini è passata 22 volte vicinissima a Saturno, permettendo di gettare luce per la prima volta sulla struttura interna del gigante gassoso e di rivelare l'età dei suoi anelli. Entrata nell'orbita di Saturno 10 giugno 2004, dopo un viaggio di sette anni attraverso il Sistema Solare, il 14 gennaio 2005 Cassini ha salutato il suo piccolo passeggero, il lander Huygens, sceso sulla più grande luna di Saturno, Titano, per regalare immagini straordinarie di monti e fiumi di idrocarburi.

La discesa dovrebbe cominciare alle 13.54 (ora svizzera) quando la sonda, nata dalla collaborazione fra le agenzie spaziali statunitense (Nasa), europea (Esa) e italiana (Asi), si troverà a circa 1915 chilometri dallo strato superiore delle nubi del pianeta. E proprio in queste ultime ore di vita della sonda, i ricercatori della Sapienza hanno presentato al team Cassini gli ultimi e rivoluzionari dati ricevuti. Grazie alla misura delle maree di Titano, è stata rivelata l'esistenza di un oceano di acqua liquida sotto la crosta ghiacciata del satellite. L'ultimo segnale avrà impiegato 83 minuti a raggiungere la Terra perché questo è il tempo necessario per coprire la distanza di un miliardo e 400 milioni di chilometri che separano Saturno e il nostro pianeta.

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