Smartphone a scuola: la scelta della Ministra desta perplessità

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Il fatto è che al Nord ci sono più alunni e non abbastanza docenti, che, peraltro, per l'80% hanno una residenza al Sud.

Singolare protesta di una intera classe di quinta elementare a Cormano nella mattinata di martedì 12 settembre, in occasione del primo giorno di scuola del nuovo anno scolastico.

Una riunione fiume in cui si è raggiunta l'intesa: mercoledì i ragazzi torneranno in classe. Situazione opposta al Sud: qui i candidati dello scorso anno sono stati in numero superiore ai posti disponibili (peraltro, nel Mezzogiorno tra il 2015/2016 e il 2017/2018 gli alunni sono diminuiti di ben 91.396 unità, riducendo la necessità di cattedre). Il preside Giovanni Manfredi ha tentato una mediazione, ma i genitori sono stati irremovibili. E due delle supplenti nominate al suo porto hanno terminato l'incarico prima del tempo per maternità. "Occorreva un'azione forte, per sottolineare il problema del continuo cambiamento degli insegnanti, che non è una questione superficiale - sottolinea Marcella Monterosso, genitore di un alunno, nonché professoressa alle scuole medie di Paderno Dugnano -". Non si tratta di programmi completati o meno, perché adesso in tutte le scuole si lavora su abilità e competenze. "Buon lavoro, invece, a tutti gli insegnanti e a coloro che, con ruoli e responsabilità diverse, operano a supporto della formazione di bambini e di ragazzi".

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A far parlare più di ogni altra cosa sono state le decisioni delle Nazioni Unite sul petrolio . Importante anche il ruolo delle Nazioni Unite sulla vicenda.

Analizzando gli iscritti ai vari indirizzi, il 44,72% degli studenti delle superiori statali del diurno frequenta i licei, in salita costante, che contano 20.185 studenti (+566), in incremento di 0,83 punti rispetto al 43,89% dello scorso anno scolastico 2016/2017 (erano il 41% a settembre 2012, 5 anni fa), in 816 classi; il 36,22% frequenta l'istruzione tecnica che arriva a 16.345 (+428): 0,61 in più rispetto al 35,61% del diurno nel 2016/2017 (35,97% 5 anni fa) in 676 classi. Sono queste ultime che mancano ai nostri figli, in italiano: non sono in grado di fare un tema perché non hanno avuto continuità d'insegnamento.

Lo smartphone non è né "straordinaria opportunità" né "fonte di infelicità", si tratta di idee, speculari tra loro, sbagliate ed eccessive: come per ogni tecnologia vale la regola che decisivo è l'uso che se ne fa. Quindi, dal punto di vista dell'apprendimento, non offre niente di più di quanto possano offrire questi strumenti.

Nonostante le rassicurazioni e gli auspici espressi dal ministro Valeria Fedeli, durante i primi giorni di lezione mancherà una buona parte dei 100mila supplenti che dovrebbero lavorare nelle 370.697 classi attivate quest'anno. Il sindaco Tatiana Cocca invita le famiglie "ad avere fiducia nell'istituzione scolastica, nelle insegnanti e nel dirigente".

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