Un domicilio digitale per tutti

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CARTA DI CITTADINANZA DIGITALE - "Le linee portanti del nuovo intervento legislativo - si legge nel comunicato finale del Consiglio dei ministri - sono: proseguire nell'opera di razionalizzazione delle disposizioni contenute nel Codice dell'amministrazione digitale e di deregolamentazione già avviata con il precedente intervento; rafforzare la natura di 'carta di cittadinanza digitale' della prima parte del Codice, concentrando in essa le disposizioni che attribuiscono a cittadini e imprese il diritto a una identità e a un domicilio digitale, quello alla fruizione di servizi pubblici online in maniera semplice e mobile-oriented, quello a partecipare effettivamente al procedimento amministrativo per via elettronica e quello a effettuare pagamenti online". Arriva l'indirizzo online attraverso il quale ognuno potrà essere raggiunto dalla Pubblica Amministrazione.

Finora il progetto non è stato attuato perché è legato alla realizzazione dell'Anagrafe unica della popolazione, il mega database che sostituirà le singole realtà comunali.

Per chi aderirà alla nuova modalità di comunicazione con la Pubblica Amministrazione la notifica di documenti, multe e raccomandate avverrà tramite mail. Non coinciderà solo con la Posta Elettronica Certificata, ma con ogni canale di comunicazione via web che rispetti le regole europee in materia di sicurezza.

Oltre ai cittadini, a beneficiare delle novità introdotte con il domicilio digitale saranno soprattutto i Comuni (e quindi lo Stato), con un risparmio sui servizi postali calcolato in 250 milioni di euro all'anno. Si tratterà di un portale online ad hoc quindi.

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Potrebbe però avere a che fare con gli impegni della donna, che negli ultimi anni è diventata una vera celebrità . Dal loro matrimonio, celebrato nel 2005, sono nati tre meravigliosi figli: Mattias, Gianluca e Francesco.

Digitalizzare l'invio di multe, cartelle esattoriali, notifiche e atti farà risparmiare alle casse pubbliche più di 250 milioni di euro, tra costi diretti e costi indiretti.

Il domicilio digitale prenderà avvio a partire dalla fine del 2017 e, secondo quanto previsto dalla riforma Madia e dal Codice dell'Amministrazione Digitale, entrerà pienamente a regime a partire dal 2019. Grazie al domicilio digitale, la pubblica amministrazione non dovrà più sostenere i costi per la produzione, la conservazione e la trasmissione di documenti cartacei.

Attraverso il nuovo sistema non solo si potranno ricevere direttamente comunicazioni della PA, ma si potranno scambiare comunicazioni aventi valore legale anche tra privati. Di contro però la nuova infrastruttura tecnologica avrà un costo di "circa 200 mila euro per il 2018 e il 2019", a carico dell'erario, per le attività di manutenzione ed erogazione del servizio.

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