Domani approda alla Camera la legge contro la propaganda nazifascista

Share

"Speriamo che il senatore Fiano non proponga di abbattere" la stazione di Milano, ha scritto su Facebook Viviana Beccalossi, responsabile milanese di Fratelli d'Italia. Mi incammino verso il Palazzo della Regione e voltandomi alle spalle guardo, come sempre mi accade, ammirata, la Stazione Centrale.

Roma, 12 set. (AdnKronos) - "Il Partito democratico ha scelto la via della pura demagogia con la legge Fiano sulla propaganda nazi-fascista partorendo una legge inutile e sbagliata". "E Fiano è solo una foglia di fico" è il commento di Ignazio La Russa. "Rischia di diventare una polpetta avvelenata sia per i cittadini che per i giudici" ha dichiarato, invece, Francesco Paolo Sisto di Forza Italia.

Secondo quanto scrive La Repubblica, la legge applica l'introduzione di un reato che punisce "chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco".

CATANIA - 14enne ha il documento scaduto: il padre lo abbandona e parte
Ha dell'assurdo la notizia che arriva da Catania: un professionista si trovava all'aeroporto con il figlio 14enne per prendere un volo per la Grecia.

Il provvedimento, che introduce nel codice penale il reato di propaganda fascista, (non compreso dall'attuale legislazione), aveva già scatenato polemiche tra maggioranza e opposizione. Il provvedimento passa ora al Senato. I sì sono stati 261, i no 122.

"Attraverso un appello pubblicato su Facebook - scrive Fiano in un'interrogazione parlamentare - si invitano i "camerati" di ogni parte d'Italia ad unirsi e marciare su Roma "contro la legge sullo ius soli" e gli "immigrati responsabili di stupri e violenze". "E io dovrei cambiare cognome?", si chiede ironicamente Alessandra Mussolini ricordando che l'economia di Predappio, retto da un sindaco Pd, si basa sui gadget dedicati a suo nonno.

Il ddl Fiano prevede l'inserimento nel codice penale dell'articolo 293-bis che introduce il reato di propaganda fascista. Addirittura, una pronuncia della Cassazione, richiamata da una diversa sentenza della Corte costituzionale del 1958, affermava che non poteva essere punita una condotta "quando non trattasi di atti che integrino vera e propria apologia del fascismo ma" addirittura continua la pronuncia "si esauriscono in manifestazioni come il canto degli inni fascisti, poiché si ha ragione di ritenere anche che queste manifestazioni di carattere apologetico debbano essere sostenute, per ciò che concerne il rapporto di causalità fisica e psichica, dai due elementi della idoneità ed efficacia dei mezzi rispetto al pericolo della ricostituzione del partito fascista". Il reato è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. "La mano morta sulla democrazia di Renzi prosegue insinuando, non agendo apertamente, che inizia ad esserci bisogno di fare delle leggi sul come la si pensa", scrive sul blog.

Share