Ape Volontaria, firmato il decreto: ecco in cosa consiste

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Il premier Paolo Gentiloni ha infatti firmato il Dpcm, il decreto del presidente del consiglio dei ministri, che segna la partenza ufficiale all'anticipo pensionistico volontario. Le lavoratrici continuano a premere per un abbassamento dell'età anagrafica per andare in pensione piuttosto che uno sconto sui contributi da versare per arrivare a usufruire dell'Ape social. Quindi, più lungo è il periodo anticipato, maggiore è il costo del finanziamento che deve essere restituito con rate mensili trattenute sui primi 20 anni di pensione. L'Ape volontaria è un prestito che viene erogato dalla banca in quote mensili per 12 mesi, e viene garantita dalla pensione di vecchiaia che si ottiene solo alla maturazione del diritto.

Certo, una volta che il decreto Ape volontaria sarà operativo sarà da vedere quanti pensionati saranno disposti a impegolarsi con banche e assicurazioni per accedere a un anticipo di così pochi anni e a condizioni così stringenti.

L'anticipo finanziario a garanzia pensionistica, si legge sul sito dell'Inps, può essere richiesto dai lavoratori dipendenti pubblici e privati, dai lavoratori autonomi e dagli iscritti alla Gestione Separata. Ha commentato su Facebook la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, che poi aggiunto: "Una misura prevista nei MilleGiorni, frutto dell'ascolto delle necessità di tanti cittadini. C'è una politica che parla e una politica che fa del suo meglio per portare avanti ogni giorno un vero cambiamento nella vita delle persone".

Stando a quanto riportano le ultime notizie, nonostante restino ancora delle incognite da definire, il decreto attuativo relativo l'ape volontaria prevede la possibilità di richiesta dell'ape volontaria per tutti coloro che abbiano maturato i requisiti necessari, cioè il compimento dei 63 anni di età e il raggiungimento di almeno 20 anni di contribuzione, tra il primo maggio 2017 e la data di entrata in vigore del decreto ed entro 6 mesi dall'entrata in vigore dello stesso decreto. Peraltro, rincara il segretario, la misura "è tutt'altro che operativa, mancando ancora la registrazione della Corte dei Conti, la pubblicazione, la circolare Inps e, soprattutto, le convenzioni con il sistema bancario ed assicurativo, con tutte le insidie che ciò può nascondere soprattutto in termini di tassi d'interesse da applicare a carico dei lavoratori".

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L'Ape volontaria sarà retroattiva e consentirà di andare in pensione a 63 anni con almeno 20 anni di contributi versati, con un anticipo di 3 anni e sette mesi rispetto ai requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia.

La rata da pagare, secondo alcuni calcoli, corrisponderà al 4,8 medio della pensione se si guarda all'andamento ventennale dell'assegno pensionistico. (Taeg 3,2 per cento).

L'Ape volontaria è, più che una forma di pensione anticipata vera e propria, un prestito erogato dalle banche per l'uscita anticipata dal lavoro. Per ottenere l'Ape, il lavoratore chiede innanzitutto all'Inps la certificazione del diritto alla pensione.

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