Pensioni, da governo ipotesi assegno minimo 600 euro a giovani

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È però necessario, secondo Petriccioli, rimuovere anche il vincolo che lega la possibilità di pensionamento nel contributivo a 63 anni e 7 mesi al raggiungimento di una soglia di importo minimo della pensione pari a 2,8 volte il valore del l'assegno sociale ed eliminare l'aggancio dei requisiti pensionistici all'aspettativa di vita.

MECCANISMO DI GARANZIA - E dal governo, rileva anche il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, "ci è stato prospettato un intervento volto ad aumentare le possibilità di pensionamento dei lavoratori più giovani con pensioni esclusivamente contributive riducendo la soglia del trattamento pensionistico minimo maturato (da 1,5 a 1,2 volte l'assegno sociale) necessario per l'accesso alla pensione con 66 anni e 7 mesi e proponendo anche un meccanismo di garanzia che consenta la percezione di un trattamento minimo ottenuto sommando alla pensione contributiva una quota dell'assegno sociale".

Un incontro che, ha sottolineato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si è svolto in "un clima positivo".

I giovani che sono interamente nel sistema contributivo e hanno avuto carriere lavorative discontinue potrebbero andare in pensione prima dei 70 anni e con 20 anni di contributi, maturando un trattamento pari a 1,2 volte l'assegno sociale (448 euro) invece dell'attuale 1,5. Sono già in agenda incontri il 5 sulle tematiche del lavoro, il 7 e il 13 settembre prossimo sui temi pensionistici. "È stata sviluppata una proposta e la discussione continuerà nei prossimi giorni". In questo caso, infatti, i contributi sarebbero fiscalizzati, quindi a pagare sarebbero le generazioni di lavoratori che sono state più avvantaggiate rispetto ai giovani.

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Ma secondo Poletti il tema delle pensioni dei giovani con carriere discontinue "non è urgente". Per quanto riguarda il problema dell'aspettativa di vita sollevato dai sindacati, Poletti ha detto che il tema sull'adeguamento dell'età pensionabile "potrà essere discusso solo dopo che l'Istat avrà fornito i dati". "Diciamo no al doppio automatismo per l'aspettativa di vita presente nel nostro sistema pensionistico".

Uscendo dall'incontro, la leader della CGIL Susanna Camusso ha parlato di "disponibilità del governo" ad affrontare il tema delle pensioni per i giovani, ribadendo che "la base di una pensione adeguata non può essere 1,5 volte l'assegno sociale" e che tale soglia "va rivista al ribasso". "Spero si lavori anche sul coefficiente di 2,8 volte" l'importo dell'assegno sociale. L'esponente del #Governo, parlando con i cronisti, ha spiegato che durante la riunione di oggi si è parlato in particolare dei capitoli della previdenza complementare e della pensione minima garantita per i giovani. E' incandescente il clima in vista della discussione della legge di Bilancio 2018.

Parzialmente soddisfatto si è detto il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo.

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