Istat: la disoccupazione sale all'11,3% a luglio

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Lo ha fatto quest'anno o meglio, lo ha fatto negli ultimi due mesi (giugno e luglio) censiti dall'Istat.

Sale la disoccupazione a luglio, ma il numero di occupati torna sopra la quota 23 milioni, per la prima volta dal 2008. La soglia era già stata oltrepassata a giugno, ha precisato l'Istat, e il tasso di occupazione a luglio sale al 58% (+0,1 punti percentuali).

La crescita, spiega l'Istat, riguarda tutte le classi d'età con l'unica eccezione della fascia 35-49 anni.

La crescita congiunturale dell'occupazione interessa tutte le classi di età salvo i 35-49enni ed è interamente dovuta alla componente maschile, mentre per le donne, dopo l'incremento del mese precedente, si registra un calo. A luglio, ha stimato l'istituto di statistica, gli occupati sono comunque cresciuto dello 0,3% rispetto a giugno (+59 mila), "confermando la persistenza della fase di espansione occupazionale". Tra i dipendenti l'aumento interessa sia i lavoratori permanenti (+0,2%, +23 mila) sia quelli a termine (+0,7%, +19 mila).

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Rispetto a luglio dello scorso anno, l'incremento è di 294 mila unità (+1,3%).

Esulta su Twitter Matteo Renzi che, per l'occasione, rispolvera un vecchio adagio berlusconiano. L'aumento nell'ultimo mese coinvolge esclusivamente le donne (+4,6%) a fronte di una stabilità tra gli uomini. Tale incidenza risulta in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto a giugno.

Su base annua la crescita interessa i soli lavoratori dipendenti (+2,2%, +378 mila) a fronte di un calo tra gli indipendenti (-1,5%, -84 mila). Il tasso di inattività si attesta al 34,4%, in calo di 0,3 punti percentuali rispetto a giugno.

Poletti. I dati Istat sul lavoro "segnalano il superamento della soglia dei 23 milioni di occupati: un altro passo nella giusta direzione, che ci avvicina ai livelli pre-crisi". "Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-0,6%, -17 mila) sia, soprattutto, gli inattivi (-2,4%, -322 mila)". Il tasso di disoccupazione si accompagna a una crescita dell'occupazione grazie all'aumento delle persone attive nel mercato. Anche l'occupazione giovanile mostra segni di miglioramento, con un saldo positivo di 47.000 occupati in un anno.

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