Uranio impoverito, morto militare malato

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Antonio Attianese, il militare ammalato di tumore dopo essere stato in missione in Afghanistan e che a lungo si era battuto per ottenere un adeguato indennizzo e assunzioni di responsabilità a nome di tutte le vittime dell'uranio impoverito, è morto oggi nella sua casa di Sant' Egidio del Monte Albino.

Un'altra vittima a causa dell'uranio impoverito. E' l'ex paracadutista Antonio Attianese, malato da tempo di tumore, che nel pomeriggio di ieri, alle 15.30, si è spento circondato dall'affetto dei suoi cari, come comunicato dall'Osservatorio Militare in una comunicazione giunta insieme a quella degli avvocati Angelo Fiore Tartaglia e Domenico Leggiero. Al rientro, l'inizio di quello che ha definoto "un calvario psicofisico e burocratico": gli furono trovate tracce di sangue nell'urina; la diagnosi arrivò con l'ecografia: carcinoma alla vescica. Dopo aver subito 35 interventi chirurgici e un trattamento di chemioterapia sperimentale, il suo caso viene portato all'attenzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio, dopo l'interesse del tg satirico di canale 5 Striscia la Notizia. Davanti alla commissione l'ex militare aveva spiegato di non essere mai stato informato sui rischi a cui andava incontro e che, nonostante avesse presentato diverse richieste di risarcimento, nessuno gli aveva riconosciuto quel diritto. Dopo i primi interventi subiti, "senza nè una telefonata nè alcuna assistenza dalla mia caserma", nel 2005 Attianese prova a chiedere almeno il rimborso delle spese sostenute ed alla risposta negativa si rivolge ad un avvocato. Oltre al danno economico, aveva sottolineato, "quelle parole mi hanno provocato un malessere forse anche peggiore della malattia: mi hanno fatto sentire in colpa per essermi ammalato". "Antonio al momento del decesso è ancora abbandonato dallo Stato e dalle istituzioni, dalle quali ha ricevuto dodici anni di inspiegabili omissioni e assordanti silenzi".

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"I colleghi - si legge in una nota dell'associazione Assoranger - annunciano che il caso Attianese non si chiude con il decesso del collega, ma che la battaglia, che è anzitutto di civiltà e umanità, continuerà nutrita dalla partecipazione dei moltissimi militari che, in tutta Italia, hanno risposto all'appello".

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