M5s contro Repubblica su incontro tra Salvini e Casaleggio

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Molti osservatori politici hanno individuato nelle recenti mosse del Movimento Cinque Stelle una "svolta a destra", ovvero un tentativo di provare a intercettare voti tra i delusi della destra. Duro l'intervento Di Maio su Facebook: "La Repubblica stamani l'ha combinata grossa".

Matteo Salvini e Davide Casaleggio si sarebbero incontrati in gran segreto circa dieci giorna fa a Milano.

Inciucio o meno con la Lega, ormai il Movimento 5 stelle sembra aver finito le giustificazioni per l'annunciata astensione al voto in Senato sulla legge che cambierà il percorso per la cittadinanza. Mi fanno tenerezza i giornali che inventano notizie false. Parliamo di una trattativa in fase nascente dove i pontieri di entrambe le parti si stanno (stavano?) limitando a sondarsi a vicenda. Cosa che accadeva già prima e che ha dato vita a fenomeni come quello di mafia capitale. Il quadro, del resto, e' repentinamente cambiato: se fino a qualche giorno fa il "Fianum" conduceva dritto alle larghe intese Pd-FI favorendo, di rigetto, il tentativo di un'intesa M5S-Lega, oggi sulla legge elettorale c'e' un totale stand by. Dovete iniziare a dubitare del MoVimento 5 Stelle e per questo vi stanno bombardando di bufale. E Salvini precisa: "Noi siamo per la chiarezza, non prendiamo in giro gli elettori". In un video su Repubblica tv replica a Di Maio: "E' scatenato, dice che dobbiamo dire quali sono le fonti altrimenti devo dimettermi".

Come non immaginare, allora, una reazione molto irritata nello stesso Salvini e, quindi, un'indiscrezione fatta trapelare a due militanti perché corressero appunto a riferirla a un giornalista loro amico? Per coprire il Pd.

Protesters demand justice after deadly London blaze
It tore through all floors of the building and took more than 200 firefighters and 24 hours to bring it under control. The identification of the victims is proving very hard - which experts attribute to the extreme heat of the fire .

Il pomeriggio se n'è così andato in accuse reciproche tra il M5S e il quotidiano Repubblica, rilanciate sui social network da sostenitori e detrattori dei due soggetti (qui una analisi di Luca Sofri delle implicazioni della polemica): tra il partito e il quotidiano ci sono diversi precedenti di polemiche, con accuse da parte del M5S di falsificazioni e da parte di Repubblica di intimidazioni. Ma di certo noi non staremo qui a guardare: ogni bufala sarà prontamente smentita e ogni calunnia sarà denunciata alla magistratura. Categorie antistoriche, che oggi non hanno alcun significato. Agli ambasciatori ieri ho detto esattamente il contrario.

Su Twitter Di Maio ha rincarato la dose, chiedendo le dimissioni di Mario Calabresi.

"Caro Salvini, vorrei rincuorarti sul fatto che tra il M5S e la Lega, tra Beppe e te, la distanza di visioni, idee, contenuti è siderale".

In un'intervista a Libero, pubblicata il 17 giugno, Di Maio ha detto che sullo ius soli "il motivo per cui abbiamo deciso di astenerci è semplice: è un tema che riguarda tutta l'Europa perché con le regole attuali chi diventa cittadino italiano ha lo status di cittadino Ue". E farlo con minacce che non possiamo accettare e che rispediamo al mittente. "Se doveste mandarci al governo l'Italia avrà finalmente una legge sugli editori e i loro conflitti d'interesse". Quella che era una legge elettorale inammissibile prima, ora invece pare che alle opposizioni vada benissimo. Un metodo malato che è la morte dell'informazione. Al servizio di un unico giudice: il lettore.

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